Monthly Archives: May 2018

Newsletter Estate 2018

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L’angolo del Direttore

Care lettrici e cari lettori,

prima della pausa estiva vogliamo salutarvi con un’edizione speciale della nostra newsletter, un numero tematico dedicato alla questione Donne, Pace e Sicurezza, partendo si dall’impatto che hanno sulle donne le armi e la cultura di violenza che alimentano, ma puntando ad un rafforzamento del ruolo delle donne, al loro empowerment come si sente dire spesso, aumentando la loro presenza in tutti i settori decisionali, soprattutto quelli cruciali per la giustizia, la pace e la sicurezza.

Attualmente la presenza degli uomini è dominante nelle professioni e nelle attività con facile accesso alle armi e nei settori in cui vengono prese decisioni relative alla sicurezza a livello locale, nazionale ed internazionale.

Molte Risoluzioni delle Nazioni Unite evidenziano il collegamento tra l’uso delle armi, sia in situazioni di conflitto che in contesti privati, con la violenza sessuale subita dalle donne e dalle ragazze.

Sia l’uso della violenza sessuale nei conflitti che la violenza subita dalle donne anche in assenza di guerra hanno una radice comune individuabile nella cultura della violenza alimentata da una distorta e pericolosa percezione del potere, potere sugli altri essere viventi, sul loro diritto alla vita. Le armi rappresentano questo potere, e mi duole dirlo, lo rappresentano in un’accezione di “mascolinità” che confonde il coraggio, la forza e la protezione con la violenza.

Il legame tra armi e violenza sessuale va ben oltre i conflitti dove molto spesso è l’uomo stesso a diventare strumento di tortura e violenza.

È un binomio maledetto che coinvolge tutta la comunità del Disarmo nel suo contrasto. Basti pensare alle norme specifiche del Trattato sul Commercio delle Armi (ATT) art 6 e art 7 che rispettivamente richiedono un controllo per cui le armi trasferite non devono violare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, gli embarghi relativi alle armi o gli accordi internazionali. Inoltre, bisogno verificare che le armi non vengano usate per commettere violenza di genere che costituisca genocidio, crimini contro l’umanità e gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra del 1949, o altri crimini di guerra. Qualora fossero rispettati i criteri dell’art 6, gli Stati Parte al Trattato dovranno anche verificare che le armi in questione vengano utilizzate per commettere o facilitare una serie di violazioni del Diritti Umanitario Internazionale, di Diritti Umani, o minacce alla pace e alla sicurezza, o che possano essere utilizzate per terrorismo o dal crimine organizzato transnazionale.

Le armi leggere rappresentano la categoria di armi più posseduta dai civili. Gli uomini rappresentano la grande maggioranza di possessori di armi leggere. Nel mondo oltre un terzo degli omicidi riguardanti le donne sono commesse dal partner e molto spesso con l’impiego di un’arma leggera, violenza da parte del partner ed armi leggere sono una combinazione spesso fatale per le donne.

Ma le donne non devono essere viste solo come vittime di questa situazione, bensì come le prime che possono trasformare la situazione e che attraverso il necessario supporto possono essere loro stesse le “agenti” del cambiamento. È fondamentale sostenere le donne nella loro presa di consapevolezza e promuovere il loro inserimento nei posti chiave delle Istituzioni e della società.

Anche se in questo numero sono le voci femminili le più presenti, non dobbiamo trascurare il ruolo degli uomini per un efficace ed effettivo contrasto agli stereotipi e regole sociali che incastrano uomini e donne in ruolo predefiniti e limitanti.

La trasformazione sociale e culturale di cui abbiamo bisogno può essere promossa solo da un’azione costante e coordinata di tutti.

In questo numero vi raccontiamo come le ragazze del nostro staff hanno contribuito a questo cambiamento partecipando al Women 7 in Canada in rappresentanza della società civile italiana, così come una giovane donna, Chiara Tiddi capitana della squadra nazionale di Hockey prato si è attivata per contribuire con tutta la squadra e il movimento hockey prato femminile a sostenere la causa di Stop Rape Italia. Vi racconteremo anche per chi non ha potuto partecipare direttamente all’incontro presso la Sala Nassirya del Senato il lancio della campagna di sensibilizzazione Stop Rape avvenuta il 19 giugno in occasione della III Giornata Internazionale indetta dalle Nazioni Unite per l’eliminazione della violenza sessuale dai conflitti.

Buona lettura.

Notizie dal mondo

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Deutsche Bank upgrades its Policy on Controversial Weapons

Deutsche Bank has clear policies in place to help ensure we conduct business responsibly and protect the bank from reputational risk. Deutsche Bank has reviewed and augmented its Policy covering defence-related business sectors with regards to so-called Controversial Weapons. The augmented Policy sets out the types of business in which the bank will not engage and describes the stringent governance and escalation processes by which we reinforce this Policy.

Controversial Weapons cause undue suffering and have a disproportionate humanitarian impact on civilian populations. Many are prohibited by international treaties and conventions of the United Nations (UN) or the European Union (EU).

Specifically, the Policy published today makes clear that Deutsche Bank avoids entering into, or continuing, any kind of business relationship with entities with clear, direct links to the following types of Controversial Weapons business:

  • Cluster Munitions (CluMu)
  • Anti-Personnel Mines (APM)
  • Chemical, Biological, Radiological, Nuclear Weapons (CBRN)
  • Controversial Conventional Weapons (CCW)

Stuart Lewis, member of the Management Board and Chief Risk Officer, said: “Deutsche Bank takes a clear and firm stance on controversial weapons, and we have now widened the scope of our Policy and reinforced governance in this area.”

https://www.db.com/newsroom_news/2018/deutsche-bank-upgrades-its-policy-on-controversial-weapons-en-11582.htm

 

CONGRATULAZIONI MARGARET!

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The European Union (EU) has recognised two Ugandan activists for their tireless

campaign to stop child trafficking and deadly land mines.

The 2018 Human Rights Defenders Award went to Margaret Arach Orech, the founder of Uganda Landmine Survivors’ Association and Peter Sewakiryanga, the founder of Kyampisi Childcare Ministries, an organisation that supports child victims of sacrifice.

The Belgian ambassador to Uganda, Hugo Verbist said the recognition was part of the EU’s effort to raise awareness and draw action to the social causes championed by the winners.

Arach, who lost her leg to a landmine during an attack by the Lord’s Resistance Army (LRA) rebels in 1998, uses her organisation to solicit for support for fellow survivors and persons with disabilities.

 

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Sewakiryanga and Aroch with the Belgian ambassador to Uganda, Hugo Verbist (right), and Erwon De Wandel, the Belgian deputy head of mission. Photo by Ashraf Kasirye

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She has also passionately championed the ban on land mines and cluster ammunitions at international platforms to prevent their use.

Sewakiryanga, a pastor now takes care of 80 child survivors of trafficking and human sacrifice has built an extensive network linking communities and security to track suspected cases.

In 2017, Sewakiryanga travelled to Oman to rescue six victims of child trafficking. He is credited for championing research and spearheading an awareness campaign in communities to stop the crime.

Human rights defenders are individuals who, individually or with others, act to promote and protect universally recognized human rights and fundamental freedoms.