Monthly Archives: October 2018

COMUNICATO STAMPA

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CS – New York - L’Italia e altri 49 stati contro l’uso indiscriminato di armi esplosive nelle aree popolate in una dichiarazione congiunta all’ONU

New York 26 ottobre 2018 – Palazzo di Vetro

Sono 50 i paesi che ieri, durante la discussione tematica sulle armi convenzionali della Prima Commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, hanno firmato una dichiarazione congiunta che esprime pubblicamente preoccupazione per l’impatto umanitario causatodall’impiego indiscriminato delle armi esplosive nelle aree popolate e richiede necessitàd’intervento sul tema. Tra questi spicca anche l’Italia, che, per al prima volta in un consesso ufficiale internazionale, manifesta preoccupazione per le conseguenze sulle popolazioni civili delle armi esplosive.

La Dichiarazione Congiunta è stata fortemente promossa e sostenuta dalla Rete Internazionale INEW- International Network on Explosive Weapons, e dai suoi membri, tra cui l’AssociazioneNazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) che segue e coordina per la società civile italiana gli sviluppi della questione, ed è stata letta pubblicamente dai delegati dell’Irlanda. Dal testo sievince una preoccupazione per le dimensioni dell’impatto umanitario delle armi esplosive suicivili (danni fisici e alle infrastrutture che perdurano anche molti anni dopo la fine del conflitto e che ne pregiudicano il futuro sviluppo economico) e un richiamo alla necessità di intraprendere discussioni mirate sul problema nei fori competenti, come anche al rispetto per i principi del diritto internazionale umanitario.

“Questa dichiarazione congiunta è un passo molto importante per affrontare con urgenza e senza esitazione il problema delle armi esplosive. Dal 2016 a oggi il numero delle vittime civili è aumentato drasticamente e merita attenzione, come anche evidenziato dall’ultimo rapporto del Segretario Generale delle Nazioni Unite sulla Protezione dei Civili” ha dichiarato GiuseppeCastronovo, Presidente Nazionale dell’ANVCG ed egli stesso cieco civile per fatto di guerra “Di fronte a questi numeri, numeri di morte, rifiutiamo che i danni alle popolazioni inermi siano considerati effetti collaterali e auspichiamo per un allargamento del consenso sulla necessità di intervenire. L’intervento su questo problema è un dovere ineludibile della comunità internazionale tutta”.

L’ANVCG, pienamente coinvolta nello sforzo della protezione ha assunto il ruolo di coordinamento nazionale nell’ambito della partecipazione italiana all’iniziativa internazionale diINEW “Stop bombing towns and cities”, declinata in Italia nella campagna “Stop alle bombe sui civili”. La campagna, lanciata il 1 febbraio 2018 in occasione della celebrazione della 1° Giornata Nazionale delle Vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo (legge 25 gennaio 2017, n°9) ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul devastante impattodell’impiego delle armi esplosive nelle aree densamente popolate.

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Presidenza Nazionale

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Per ulteriori informazioni:
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Email: sara.gorelli@anvcg.it

Tel: 06/5923141 – 3382783904

www.inew.org www.anvcg.it

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Scheda sulla violenza esplosiva 2017

I dati:
• Nel 2017 si sono verificati 3.825 incidenti causati dall’impiego di armi esplosive. Delle42,972 vittime di questi incidenti, il 74% erano civili.
• Nei casi in cui le armi esplosive sono state usate in aree popolate, il 92% delle vittime sono civili. La percentuale scende al 20% in altre aree.

  • L’93% di tutte le vittime civili risulta essere stata colpita in aree popolate.
  • Il 2017 ha registrato il più alto numero di vittime tra i civili degli ultimi sette anni, con un incremento del 38% delle vittime rispetto il 2016 e del 165% rispetto al 2011, anno in cui è iniziato il monitoraggio delle vittime di violenza esplosiva

• Il 2017 registra un aumento del 44% dei civili colpiti da attacchi aerei rispetto al 2016, con 14.342 casi di morti e feriti, il 45% della totalità dei civili feriti o rimasti uccisi

  • Siria, Iraq, Afghanistan, Pakistan e Yemen registrano il più alto numero di vittime nel 2017
  • Alcuni tra paesi tra i più colpiti hanno registrato un aumento significativo delle vittimecivili rispetto all’anno precedente: Pakistan del 51%, Somalia del 92% ed Egitto del 305%.

• Gli incidenti da impiego di armi esplosive si sono verificati in 59 paesi

INFORMAZIONI GENERALI

INEW è una rete internazionale di organizzazioni non governative che ha come scopo quello dimettere fine alle sofferenze umane causate dall’impiego delle armi esplosive nelle aree popolate.Costituitasi nel 2011, oggi conta ben 37 associazioni e organizzazioni non governative da tutto il mondo.

INEW chiede agli stati e agli altri attori rilevanti di riconoscere che l’impiego di armi esplosive nelle aree popolate può causare gravi danni alle persone e alle comunità e ulteriori sofferenze dovute al danneggiamento delle infrastrutture vitali; battersi per contrastare tali conseguenze e sofferenze in ogni situazione, rivedere e rafforzare le politiche e le pratiche internazionali sull’uso delle armi esplosive e raccogliere e mettere a disposizione i dati rilevanti sul fenomeno; impegnarsi per la piena attuazione dei diritti delle vittime e dei sopravvissuti; elevare il livello degli standard internazionali, prevedendo la proibizione e la restrizione sull’uso delle armi esplosive nelle aree popolate.

Nel 2017 INEW ha lanciato la campagna internazionale “Stop bombing towns and cities”, con iltriplice scopo di incrementare la conoscenza e la consapevolezza dei danni causati dalle armi esplosive usate nelle aree popolate; formulare raccomandazioni agli Stati o agli attori non Statali ritenuti importanti per la causa affinché adottino politiche nazionali e standard internazionali per limitare i danni causati dalle armi esplosive e pianificare attività di sensibilizzazione e di pressione politica da parte delle organizzazioni della società civile, incluse ricerche, incontri con rappresentati istituzionali e parlamentari, campagne pubbliche e sviluppo di materiale dicomunicazione per i media. La campagna internazionale è coordinata in Italia dall’AssociazioneNazionale Vittime Civili di Guerra.

Nobel per la Pace 2018 a Nadia Murad e al Dr.Denis Mukwege

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Comunicato Stampa
Nobel per la Pace 2018 a Nadia Murad e al Dr.Denis Mukwege: un Nobel alla dignità delle sopravvissute alla violenza sessuale come arma di guerra

(Roma 5 ottobre 2018) Il Premio Nobel per la Pace 2018 è stato assegnato a Nadia Murad ed al Dr. Danis Mukwege con la seguente motivazione “per i loro sforzi per porre fine all’uso della violenza sessuale come arma di guerra nei conflitti armati”.
Stupro e violenza sessuale, usati in maniera diffusa e sistematica, sono considerati delle vere e proprie armi al servizio di tattiche e strategie di guerra, in grado di distruggere non solo la singola persona, ma i legami di intere comunità. Rappresentano una minaccia alla pace ed alla sicurezza internazionale e possono costituire crimine di guerra, contro l’umanità e genocidio.

Il prestigioso riconoscimento celebra l’impegno ed il coraggio di chi sulla propria ha vissuto l’orrore della violenza sessuale come arma, come testimonia la storia di Nadia e di chi come il Dr. Mukwege si è sempre schierato dalla parte delle donne vittime di queste atrocità, elaborando un sistema olistico di cura e lavorando affinché le sopravvissute stesse si facessero agenti del cambiamento. Ci piace pensare che quest’anno il Nobel per la Pace abbracci però tutte le donne che hanno vissuto questo terrore in Afghanistan, Bosnia, Colombia, Costa d’Avorio, Mali, Nepla, Repubblica Centrale Africana, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Sri Lanka, Sudan e Sud Sudan, così come in Iraq, Libia, Myanmar, Siria e Yemen.

“Oggi, per tutti noi che lavoriamo affinché la comunità internazionale si impegni a porre fine allo stupro come arma di guerra è una giornata importantissima! Il riconoscimento attribuito a Nadia Murad e Denis Mukwege deve riportare all’attenzione delle Istituzioni Internazionali e Nazionali le storie, le vite, i bisogni delle vittime di questa orribile strategia di guerra che vede nelle donne l’estensione del campo di battaglia e gli uomini come strumento di violenza e terrore, capaci di abdicare al principio di umanità nel pieno disprezzo del rispetto della vita e della dignità umana” afferma Tibisay Ambrosini coordinatrice nazionale della Campagna Italiana Stop Rape and Gender Violence in Conflict (Stop Rape Italia). “Attraverso la notorietà del Premio speriamo si riesca a far avanzare le richieste delle reti di sopravvissute per un risarcimento omnicomprensivo che vada dalle cure all’accesso alla giustizia fino al reinserimento socio-economico. Inoltre, poiché la cultura della violenza è radice comune alla violenza sulle donne, uniamo la nostra voce a quella di Nadia nel richiamare l’attenzione internazionale sugli abusi commessi dagli uomini contro le donne in tutto il mondo” conclude Ambrosini.

“Venire a conoscenza di un riconoscimento di tale importanza per due personaggi il cui impegno contro gli stupri di guerra è stato, è e continuerà ad essere presente nella loro quotidianità, riempie d’orgoglio i nostri cuori. Ci piace pensare che sostenere e scendere in campo affiancando Stop Rape Italia possa aiutare alla diffusione del grido contro la violenza sulle donne come arma di guerra” afferma Chiara Tiddi capitano della Nazionale Italiana di Hockey Prato e ambasciatrice per Stop Rape Italia. In Italia prosegue la Campagna Stop Rape Italia, lanciata il 19 giugno presso il Senato della Repubblica, in occasione della III Giornata Internazionale indetta dalle Nazioni Unite per l’eliminazione della violenza sessuale dai conflitti.

Grazie al supporto dell’Associazione fondatrice Campagna Italiana contro le Mine, di Michela Andreozzi attrice e regista che ci ha prestato il suo volto, e delle realtà che hanno aderito come l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG), la Nazionale Femminile di Hockey Prato, la Scuola Yoga Roma, la squadra amatoriale di runners Stoprapeitalia proseguiremo il nostro impegno di sensibilizzazione e di supporto concreto alle sopravvissute. Il nostro impegno continua ad essere quello di promuovere un rafforzamento del ruolo delle donne, delle organizzazioni locali di donne, in particolare sopravvissute; supportare lo sviluppo di norme e iniziative giuridiche all’interno dei contesti di crisi sul tema in questione; lavorare affinché le volontà politiche si trasformino in azioni concrete sul campo.

www.stoprapaitalia.it