Monthly Archives: December 2018

Newsletter Natale 2018

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L’angolo del Direttore

Bilanci di fine anno

Care amiche e cari amici della Campagna Mine,

siamo giunti all’ultimo numero della nostra newsletter per il 2018. Attraverso i nostri articoli e le interviste vi abbiamo raccontato passo dopo passo, con l’aiuto di Daria, Ginevra, Tibisay e di tutti gli amici che hanno scritto anche solo un pezzo e via, quello che abbiamo fatto, le nostre attività, i viaggi e il nostro impegno per un mondo che sappia tutelare i Diritti Umani e difendere la dignità della vita.

Vi abbiamo dovuto raccontare purtroppo che si è continuato ad usare mine antipersona (dati relativi fino al mese di mese di ottobre 2018)[1]da parte delle forze governative del Myanmar, paese che, ricordiamo, non è parte della Convenzione di Ottawa.

Anche gruppi armati non statali hanno utilizzato mine antipersona in 8 paesi: Afghanistan, Colombia, India, Myanmar, Nigeria, Pakistan, Tailandia e Yemen.

Vi abbiamo riportato l’impiego di munizioni cluster da parte delle forze del governo siriano con il supporto della Russia nello scorso anno, e che anche in Yemen è proseguito l’impiego di munizioni cluster da parte della coalizione guidata dall’Arabia Saudita, anche se abbiamo potuto parlare di una significativa diminuzione di attacchi riportati.

Ma il 2018 ci lascia anche delle notizie positive a livello internazionale sia per la Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM) sia per la Convenzione di Ottawa per la messa al bando delle mine antipersona.

Abbiamo potuto darvi infatti la notizia dell’aumento del numero degli Stati Parte alla Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM), che è salito a 104, mentre quello degli Stati che hanno aderito al Trattato di messa al bando delle mine è salito a 164.

Ma una delle novità che abbiamo diffuso con più soddisfazione è stata quella relativa alla diminuzione dei finanziamenti ad aziende produttrici di munizioni cluster nel mondo. Ormai lo sapete, per noi questo è un tema fondamentale, su cui ci stiamo spendendo da circa un decennio: non basta contrastare l’uso delle armi inumane quali mine e cluster solo sul terreno diplomatico attraverso l’universalizzazione dei trattati di messa al bando ed il monitoraggio del rispetto degli stessi, bisogna anche istruire l’opinione pubblica ad una coerenza etica e morale di base, che impedisca il sostegno finanziario, spesso  inconsapevole,  di aziende produttrici di morte, solo perché fisicamente su altro territorio lontano da noi e perché la complessità della filiera degli investimenti rende difficile un controllo . La continua attività di sensibilizzazione che si sta promuovendo a livello mondiale è volta   a rendere più consapevoli gli investitori sta dando i risultati sperati. Due delle aziende produttrici americane, la Textron e la Orbital ATK, hanno interrotto la produzione delle munizioni cluster bandite dalla Convenzione di Oslo, conseguentemente il livello di investimenti finanziari è sceso a 9 miliardi di dollari americani dai 31 precedentemente registrati

A livello nazionale sempre in questo settore vi abbiamo raccontato tutti i passi del disegno di legge S1 “Misureper contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo” e sapete che ha ripreso il suo iter presso la Commissione Finanze del Senato, e noi speriamo veramente che la sua approvazione definitiva sia la prima buona notizia che vi daremo il prossimo anno.

Ultimo aggiornamento del 2018, ma non per importanza, che vorrei ricordare, ve l’abbiamo dato il 5 ottobre quando è stato annunciato il conferimento del Premio Nobel per la Pace a Nadia Murad ed al dott. Denis Mukwege “per i loro sforzi per porre fine all’uso della violenza sessuale come arma di guerra nei conflitti armati”.

Il prossimo 10 dicembre ci sarà la Cerimonia di consegna del Premio e siamo certi che la notorietà e l’attenzione che questo prestigioso riconoscimento contribuirà non solo a proteggere e tutelare le popolazioni civili durante i conflitti, ma anche a supportare le sopravvissute nel raggiungere il riconoscimento dei propri diritti e più in generale a promuovere una cultura dei Diritti Umani e della Sicurezza Umana a cui, seppur da angolazioni diverse stiamo lavorando anche noi.

Vi lascio ora agli articoli di Daria, Ginevra e Marianna che ci daranno uno spaccato di quanto accaduto a New York in occasione del First Committee, ci racconteranno dell’impegno dell’associazione Pax, membro insieme a noi della CMC, sul disinvestment e ci descriveranno l’incontro di Jody Williams con la città di Bolzano.

Prima di augurarvi la consueta buona lettura però, vi auguro da parte mia e di tutto lo staff della Campagna Mine Buon Natale ed un felice anno nuovo, soprattutto che sia un anno che porti il silenzio delle armi, sostituito con il vocio festoso di una pace ritrovata, che sostituisca alla distruzione la  ricostruzione delle città. Un anno in cui siano più le mani tese per aiutare che quelle allungate per chiedere. Insomma, un anno migliore, ma per tutti. Un anno pieno di umanità.

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[1]Landmine Monitor Report 2018 ed. International Campaign to Ban Landmines

CS – X anniversario della Convenzione sulle Munizioni Cluster

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Comunicato Stampa

Il X anniversario della Convenzione sulle Munizioni Cluster viene celebrato con il rifiuto diffuso di investire in bombe cluster.

 

(Roma 3 dicembre 2018): la nona edizione del Worldwide Investments in Cluster Munitions Report[1] viene lanciata oggi in occasione del X anniversario dell’ apertura alla firma, avvenuta ad Oslo il 3 dicembre 2008, della Convenzione sulle Munizioni Cluster[2](CCM) che mette al bando queste armi indiscriminate.

La messa al bando delle munizioni cluster ha giocato un ruolo fondamentale nella riduzione degli investimenti in questi ordigni. Secondo il Report lanciato oggi infatti il livello internazionale di investimenti finanziari in bombe cluster, rispetto all’anno 2017, è diminuito da 31 miliardi di dollari americani a 9 miliardi, presentando una riduzione pari al 344%.

La riduzione vertiginosa è dovuta in parte anche al fermo della produzione e nell’invio di munizioni cluster da parte di due aziende produttrici basate negli Stati Uniti: Textron ed Orbital ATK.

Secondo il Report la maggior parte degli istituti che investono nella produzione degli ordigni banditi dalla CCM sono situate in paesi che ancora non hanno firmato la Convenzione di messa al bando.

Per il Worldwide Investment in Cluster Munitions Report ci sono 88 istituti finanziari che nel complesso investono circa un totale di 9 miliardi di dollari americani in 7 aziende produttrici di munizioni cluster. Si tratta circa della metà di investitori riportati nel 2017, quando il report ne dichiarava 151.

Il Report evidenzia come oltre alla diminuzione di investimenti, sia aumentato il numero delle istituzioni finanziarie che esplicitamente escludono dai propri investimenti i produttori di munizioni cluster, secondo i dati presenti nel Report infatti si è passati dalle 84 istituzioni finanziarie nel 2017 alle 110 del 2018.

Si registra un aumento anche dei paesi che ritengono che investire nella produzione di munizioni cluster sia proibito dalla Convenzione di messa il bando, portando da 38 a 46 i paesi che considerano questo tipo di investimento una forma di assistenza alla produzione, la cui proibizione è chiaramente espressa dalla CCM.

“ I risultati positivi contenuti nel Worldwide Investment in Cluster Munitions Report ci confermano che per porre fine alla minaccia che le bombe cluster rappresentano per i civili, si deve agire su più fronti contemporaneamente, e bloccare il flusso di investimenti che aggirando il bando di queste armi arriva ad alimentarne la produzione nei paesi che ancora non hanno aderito alla CCM” dichiara Giuseppe Schiavello direttore nazionale della Campagna Italiana contro le mine “ Per contribuire a fermare questi finanziamenti che producono morte e sofferenza, stiamo lavorando da oltre 8 anni all’approvazione del ddl “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo”che il 27 ottobre 2017 è stato rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Attualmente il ddl S1, che gode di una procedura privilegiata, ha ripreso il suo iter in Senato, assegnato alla Commissione Finanze. Riuscire ad ottenere che questo provvedimento venga approvato definitivamente in breve tempo, consentirebbe al nostro paese di dare ancora una volta prova del proprio impegno e della propria coerenza nell’ambito della tutela delle popolazioni civili durante e dopo i conflitti, e presentarsi alla comunità internazionale con una buona pratica che possa fungere da esempio anche per altri paesi. Noi chiediamo che tutto ciò avvenga prima della Conferenza di Revisione della Convenzione di Ottawa per la messa al bando delle mine prevista per novembre 2019 ad Oslo” conclude Schiavello.

All’interno del Report viene dedicata particolare attenzione alle seguenti sette aziende produttrici di munizioni cluster presenti in 4 paesi: China Aerospace Science and Industry (Cina); Norinco (Cina); Hanwha (Corea del Sud); Poongsan (Corea del Sud); LigNex1(Corea del Sud); Avibras (Brasile); Bharat Dynamics Limited (India)[3].

Worldwide Investments in Cluster Munitions Report

Download

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Per interviste:

Giuseppe Schiavello 340/4759230

Per materiale di approfondimento

Tibisay Ambrosini

t.ambrosini@campagnamine.org



[1]Il Report esamina a livello internazionale i produttori di cluster munitions, gli investimenti in queste aziende e le azioni portate avanti dalla società civile, dai governi e da imprese private per proibire questi investimenti.

[2]Ad oggi sono 120 gli Stati che hanno aderito alla CCM.

[3]Le ultime tre aziende sono un nuovo inserimento nella lista dei produttori di cluster analizzati dal Report.