4° Conferenza di Revisione del Trattato di messa al bando delle mine antipersona

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4° Conferenza di Revisione del Trattato di messa al bando delle mine antipersona: gli Stati riconfermano il proprio impegno per un mondo libero dalle mine entro il 2025

(Roma 30 Novembre 2019) –Durante la chiusura della 4° Conferenza di Revisione per un Mondo Libero dalle mine (Mine Free World), che si è svota ad Oslo in Norvegia, 88 Stati Parte al Trattato di messa al bando delle mine antipersona hanno adottato 50 punti d’azione per assicurare che la bonifica di campi minati così come gli altri obblighi del Trattato vengano raggiunti entro 2025.

La Conferenza ha riunito oltre 700 partecipanti, tra cui 12 paesi ancora non parte del Trattato e circa 30 tra organizzazioni internazionali ed ONG. La Campagna Italiana per la messa al bando delle mine (CICM) ha partecipato come membro della delegazione della Campagna Internazionale per la messa al bando delle mine (ICBL) composta da 180 rappresentanti.

La chiave per raggiungere l’obiettivo di un mondo libero dalle mine entro il 2025 è rappresentata dalla collaborazione tra la società civile e gli stati parte alla Convenzione di Ottawa, così come è stata rimarcata in questa settimana di lavori sotto la presidenza della Norvegia” dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine “La Convenzione ha dimostrato di essere uno strumento di grande successo nell’eliminazione delle sofferenze causate dalle mine antipersona, ma un mondo libero dalle mine non significa un mondo senza vittime, per questo bisogna rafforzare gli sforzi nell’Assistenza alle Vittime, con servizi di qualità, accessibili e sostenibili per tutti i sopravvissuti, e cercare nella connessione con la Convenzione dei Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD) l’ispirazione per interventi sempre più d’impatto e innovativi”.

Durante i lavori della Conferenza solamente il Bangladesh ha condannato in maniera specifica l’uso recente di mine antipersona da parte del Myanmar, Stato non parte della Convenzione. Come riportato anche dal Landmine Monitor 2019 il Myanmar è l’unico paese ad aver fatto uso di questi ordigni nell’ultimo anno.

Altra nota negativa è stata rappresentata dal continuo fallimento di Grecia ed Ucraina nel completare la distruzione delle scorte di mine immagazzinate, undici e nove anni rispettivamente, dopo la data di scadenza.

Durante la sessione di chiusura dei lavori della Conferenza, il Ministro degli Affari Esteri della Norvegia ha passato il testimone della Presidenza della Convenzione al Sudan.

La Conferenza si è conclusa con l’approvazione dell’Oslo Action Plan, composto dai 50 punti che guideranno il lavoro degli Stati Parte per i prossimi 5 anni, e della Dichiarazione Politica di Oslo.

 Alla cerimonia di chiusura hanno partecipato anche 32 giovani donne provenienti da 18 paesi, che hanno assistito ai lavori della Conferenza di Revisione come parte della delegazione di ICBL, e che hanno raggiunto la Presidenza della Convenzione per rilasciare la loro dichiarazione.

Tutte noi qui, siamo la prova del forte impegno globale per un mondo libero dalle mine; non importa che lingua parliamo o da quale paese proveniamo” hanno dichiarato nel loro intervento congiunto. “La nostra generazione è pronta per contribuire a portare a conclusione il lavoro di liberare il mondo dalle mine antipersona, e ci aspettiamo che voi, in qualità di rappresentati di oltre 100 paesi, affronterete tutti gli sforzi necessari per raggiungere questo obiettivo entro il 2025”.