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Mine, approvare in fretta lo stop ai finanziatori

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Sanare subito il vulnus costituzionale nella legge che vieta il finanziamento della produzione di mine antipersona e munizioni a grappolo. In fretta. Prima che la sessione di bilancio e lo scioglimento delle Camere la faccia saltare in aria. Ong e società civile, che da set- te anni seguivano l’iter travagliato del testo, ora lan- ciano un appello pressante al Parlamento perché cor- regga e approvi – rapidamente e una volta per tutte – il testo che il Quirinale ha rinviato ai legislatori, do- po il sì conclusivo alla Camera del 6 ottobre: 389 sì, 3 astenuti, nessun no. Una lettera della Campagna ita- liana contro le mine sta arrivando nelle caselle di tut- ti i parlamentari. Primo passo di un pressing condivi- so da altre realtà, come la Rete italiana per il disarmo e la campagna Banche Armate.

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CS – Ventanni di Nobel per la pace

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COMUNICATO AI MEDIA – 7 novembre 2017

Venti anni di Nobel per la Pace alla società civile celebrati a Roma

Incontro nella Sala della Protomoteca in Campidoglio con Jody Williams (Coordinatrice Campagna Internazionale contro le Mine Antipersona, Premio Nobel per la Pace 1997) e Beatrice Fihn (Direttrice International Campaing to Abolish Nuclear Weapons, Premio Nobel per la Pace 2017). Presenti anche esponenti della società civile italiana che promuove il disarmo umanitario.

Un evento di celebrazione degli obiettivi raggiunti, ma anche di riflessione sui prossimi passi ancora da compiere. Sono questi gli obiettivi di fondo dell’incontro “Venti anni di Premi Nobel per la Pace alla società civile internazionale per il disarmo” in programma questo giovedì 9 novembre 2017 alle ore 17.00 a Roma (presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio). 

Un appuntamento promosso dalla Rete Italiana per il Disarmo e da Senzatomica, con la collaborazione della Campagna Italiana contro le Mine e dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo, per raccontare gli ultimi venti anni di lavoro della società civile internazionale per il disarmo umanitario. Un periodo che parte dal Premio Nobel per la Pace assegnato nel 1997 alla International Campaign to Ban Landmines (ICBL) per gli sforzi profusi per l’ottenimento del Trattato di Ottawa e che si conclude con il Nobel per la Pace assegnato ad ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons) per il percorso di disarmo delle armi nucleari e il Trattato di messa al bando di tali ordigni.

Ospiti d’eccezione dell’incontro capitolino saranno Jody Williams (la coordinatrice di ICBL ed essa stessa Premio Nobel a livello personale, oltre che coordinatrice della Nobel Women’s Initiative) e Beatrice Fihn, direttrice esecutiva a livello internazionale di ICAN. I loro interventi, introdotti dai rappresentanti delle organizzazioni italiane membri delle due campagne internazionali (Giuseppe Schiavello di Campagna Mine e Daniele Santi di Senzatomica), saranno poi seguiti dalle conclusioni e tracce di lavoro tratteggiate da Fabrizio Battistelli, presidente di IRIAD. Modereranno l’incontro, ricostruendo anche tutte le iniziative e impegni delle associazioni italiane per questo 2017 fondamentale per quanto riguarda il disarmo nucleareLisa Clark Francesco Vignarca della Rete Italiana per il Disarmo.

L’appuntamento di Roma servirà dunque ad individuare e sottolineare le richieste della società civile nazionale ed internazionale a Governo e Parlamento italiani a riguardo delle azioni possibili di disarmo nei confronti di tipologie di armamento altamente problematiche ed inumane come mine anti-persona, munizioni cluster ed ordigni nucleari.

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Cari amici,
condividere gli articoli sul ddl rinviato alle Camere dal Presidente Mattarella è un modo per aiutarci-davvero- a mantenere alta l’attenzione sulla necessità di farlo approvare entro fine legislatura. Non possiamo consentire il paradosso di avere pene severe in materia e- poi- non avere meccanismi di controllo su possibili investimenti degli intermediari finanziari in mine e cluster bombs banditi dal nostro Paese. Solo l’approvazione della legge in questione ed in questa legislatura ci dirà se questa legge la si voleva davvero oppure no…. se davvero banche, promotori sono come tutti gli altri o se gli si voglia concedere la “zona d’ombra ” che l’assenza di questa legge gli garantirebbe .State con noi, aiutateci ad arrivare a questo traguardo. La società civile conta! E’ il momento di dimostrarlo, è il momento di chiedere pacatamente ma a voce alta … senza se e senza ma…
Leggete e condividete.

http://www.bancaetica.it/blog/disinvestimento-dalle-armi-messe-bando-urgente-confermare-norma-entro-fine-legislatura

CS – Rinvio legge

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Rinvio del Presidente Mattarella alle Camere della Legge “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e sub-munizioni a grappolo”

La Campagna Italiana Contro le Mine e Rete Disarmo: urgente recepire le indicazioni per sanare il vulnus costituzionale indicato dalla Presidenza della Repubblica e votare la legge in questa legislatura.

Lanciato appello ai Presidenti di Camera e Senato ed ai Capigruppo: in base all’art 7 della legge 95/2011 gli intermediari finanziari abilitati già non dovrebbero, dal 4 luglio 2011,  aver fornito supporto finanziario ai produttori di munizioni cluster e sub-munizioni. L’articolo della legge è onnicomprensivo.

***

(Roma, 28 ottobre 2017) –  Ieri , 27 ottobre 2017 Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiesto alle Camere, a norma dell’art. 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla legge: “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e sub-munizioni a grappolo. Dopo un iter travagliato durato 7 anni dalla sua prima presentazione in Senato (2010)  la proposta di legge recante “misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e sub-munizioni a grappolo” è stata votata definitivamente alla Camera dei Deputati  con 389 favorevoli su 393 presenti  0 contrari 3 astenuti.

La legge a prima firma della Senatrice Silvana Amati, “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e sub-munizioni a grappolo” condivisa su base unanime da tutte le forze politiche, risponde alla necessità di meglio definire aspetti legati ad i complessi meccanismi che regolano le attività degli intermediari finanziari  e regola quanto già indicato – in modo più onnicomprensivo- dalla legge di ratifica 95/2011 della Convezione di Oslo,  nell’articolo 7 “Sanzioni”  già indicava tra le attività penalmente perseguibili il supporto finanziario a produzione, stoccaggio commercio ed uso delle bombe cluster.

E’ necessario approvare la legge entro questa legislatura – dichiara Santina Bianchini presidente della Campagna Italiana Contro le Mine – onlus- , perché chiarisce le modalità ed i meccanismi di controllo, la Camera ed il Senato possono variare l’art. 6 comma 2  e ad anche comma 3  rinviando alle pene stabilite dall’art 7. (sanzioni della legge 95/2011) irrogando le medesime pene e stabilendo l’influenza di ciò sui requisiti di onorabilità per i rappresentanti legali dei soggetti abilitati, delle società di gestione del mercato, nonché per i revisori e i promotori finanziari e, per i rappresentanti legali di società quotate. Attendiamo un segnale di volontà politica del Parlamento”. Conclude Santina Bianchini.

“Il comunicato della Presidenza della Repubblica – dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine - indica nella legge 95/2011 anche l’impianto normativo per il quale non si generi, al momento, un vuoto in merito al divieto di supporto finanziario ad attività proibite in base alla ratifica della Convenzione internazionale; ciò implica che gli intermediari finanziari  abilitati  dall’art. 7 legge onnicomprensivo 95/2011 debbano già osservare i divieti meglio definiti dalla legge  rinviata alle Camere che risponde alla chiara necessità di definirne metodi e tempi di adeguamento anche per le autorità di vigilanza e controllo. Ora – aggiunge Schiavello -  senza la legge approvata gli intermediari finanziari rischiano se in possesso di titoli od avendo erogato prestiti mutui, detenendo azioni di produttori di sub-munizioni cluster di essere già in violazione dell’art. 7 della legge  95/2011 così come gli istituti di vigilanza inadempienti rispetto l’obbligo di controllo”.

Il vulnus costituzionale infatti è individuato « … nel comma nell’art. 6, comma 2, della normativa in esame, in contrasto con la finalità dichiarata, determinerebbe l’esclusione della sanzione penale per determinati soggetti che rivestono ruoli apicali e di controllo (per esempio i vertici degli istituti bancari, delle società di intermediazione finanziaria e degli altri intermediari abilitati); per altri soggetti, privi di questa qualificazione, sarebbe invece mantenuta la sanzione penale, che prevede la reclusione da 3 a 12 anni, oltre alla multa da euro 258.228 a 516.456».

La norma a cui fa riferimento il comunicato della Presidenza della Repubblica è l’art 7[1] (Sanzioni)  della Legge 14 giugno 2011, n. 95. Ratifica ed esecuzione della Convenzione di Oslo sulla messa al bando delle munizioni a grappolo, fatta a Dublino il 30 maggio 2008, nonché norme di adeguamento dell’ordinamento interno. Gazzetta Ufficiale n. 153 del 4 luglio 2011.

“Non esistono – continua Schiavello -  molte interpretazioni,  il testo era per la prima volta presentato nel 2010 prima dell’approvazione  della legge 95/2011 nella quale, in ottemperanza ai principi ispiratori della Convezione di Oslo, era stato emendato l’art. 7 (Sanzioni) includendo il supporto finanziario tra i comportamenti penalmente sanzionabili. La legge in oggetto  venne ripresentata nella XVII legislatura  con il testo approvato nella XVI legislatura a prima firma Mogherini ed  includeva anche  l’ex art 5 Sanzioni  poi divenuto art. 6 (quello richiamato per comma 2  dalla Presidenza della Repubblica ndr).

Questo articolo non ha mai subito variazioni dal 2010 semplicemente è sfuggita, agli uffici studi, la sua connessione con le sanzioni penali già determinate dalla legge di ratifica intervenuta nel 2011 e quindi con i profili di incostituzionalità dell’art 3 della Costituzione” conclude Schiavello.

Contatti : Giuseppe Schiavello 340/4759230

CS – APPROVATA LEGGE

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Comunicato stampa

Approvata definitivamente la proposta di legge “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo” 

L’Italia a testa alta si dota di una delle leggi più avanzate in materia

#NOMONEYFORBOMBS

(Roma, 03 ottobre 2017) – Dopo un iter travagliato durato 7 anni dalla sua prima presentazione in Senato (2010)  la proposta di legge recante “misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo” è stata votata definitivamente alla Camera dei Deputati  con 389 favorevoli su 393 presenti  0 contrari 3 astenuti.

La legge a prima firma della Senatrice Silvana Amati, meglio definisce e regola quanto già indicato dalla legge di ratifica 95/2011 della Convezione di Oslo,  che all’articolo 7 “Sanzioni”  già indicava tra le attività penalmente perseguibili il supporto finanziario a produzione, stoccaggio commercio ed uso delle bombe cluster.

La legge prevede di fatto il divieto degli investimenti finanziari a favore di industrie che producono in Paesi terzi vietando, totalmente, a intermediari finanziari e creditizi, a fondazioni e a fondi pensione, di finanziare società che – direttamente o avvalendosi di società controllate o collegate – svolgono attività di costruzione, sviluppo, assemblaggio, riparazione, conservazione, ricerca tecnologica, utilizzo, stoccaggio, detenzione, promozione, vendita, distribuzione, importazione, esportazione e trasporto di mine anti-persona e di munizioni a grappolo o anche solo di parti di esse.  Definendo, inoltre, le modalità di verifica e controllo da parte degli organismi di vigilanza. In particolare, all’art 2, si prescrive che entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento, gli organismi di vigilanza  emanino, di concerto tra loro, apposite istruzioni per l’esercizio di controlli rafforzati sull’operato degli intermediari abilitati. Nel medesimo termine, essi provvedono a istituire l’elenco delle società operanti nei settori individuati dall’articolo 1, indicando l’ufficio responsabile della pubblicazione annuale del medesimo elenco.

Presentata per la prima volta al Senato nel 2010 la proposta oggi approvata era -nella  XVI legislatura- stata bloccata in Commissione Finanze a Presidenza del Sen Baldassarre e  presentata nello stesso periodo   anche alla Camera C. 5407 (  Mogherini Federica)  Approvata dalla Commissione Finanze in sede deliberante il 18 dicembre 2012,  il passaggio al Senato fu impedito dal termine anticipato della  legislatura.

L’attuale proposta di legge approvata, ha recepito molte indicazioni elaborate dall’attività durante i lavori della V Commissione Finanze del Senato ( XVII Leg)  e connesse alla funzione di compliance in relazione ai divieti previsti dal provvedimento. Approvata nella medesima Commissione in sede deliberante nell’ottobre 2016  è passata alla Commissione Finanze della Camera in sede referente ove ha trovato l’accordo di tutti i gruppi i politici ed è stata deliberata   all’unanimità il 12 aprile 2017.   Calendarizzata in aula della Camera dei Deputati il  2-3 ottobre 2017 è stata approvata definitivamente.

“Abbiamo seguito le dichiarazioni e la discussione che precede la votazione e ci ha, anche per i riconoscimenti ed i riferimenti al nostro lavoro,  ampliamente ripagato dell’estenuante impegno dedicato in questi anni, in modo particolare nell’ultimo, a promuovere e sostenere questa proposta di legge – dichiara Giuseppe Schiavello- “L’elenco delle  persone da citare è lungo ma,  in primis,  vogliamo ringraziare la Senatrice Silvana Amati che in questi anni e lungo le 2 legislature ha promosso questa e molte altre iniziative parlamentari tese a lenire e limitare l’impatto di queste armi sulle popolazioni civili -continua Schiavello -un argomento che ha sempre trovato il sostegno di tutte le forze politiche e di molti parlamentari ma, soprattutto di molte persone comuni”. “Oggi più che mai la ns associazione è lieta di non annoverarsi tra quelle organizzazioni che  «archiviano» le campagne per poi riscoprirle ,con un comunicato stampa,  un minuto prima dell’approvazione di una legge” – conclude Schiavello.

“La Campagna Italiana Contro le Mine ha- sempre- continuato a credere che fosse possibile raggiungere questo risultato  lavorando a testa bassa e non stancandosi di informare e chiedendo  ai nostri parlamentari un passo coraggioso in termini di precedente legislativo, sono stati  10 mila i cittadini che hanno sottoscritto l’appello on line NOMONEY4BOMBS della Campagna Italiana Contro le Mine per supportare l’Iter di questa proposta di legge li contatteremo uno per uno per informarli e ringraziarli – dichiara Santina Bianchini Presidente della Campagna Italiana per la Messa al Bando delle Mine

Vogliamo esprimere un apprezzamento a tutti i gruppi parlamentari che hanno reso possibile uno straordinario unanime risultato e per il lavoro svolto nell’iter della proposta di legge  , al Presidente della Commissione Finanze del Senato Sen. Mauro Maria Marino ed  relatore Sen. Federico Fornaro, al Presidente della Commissione Finanze On.le Maurizio Bernardo della Camera ed al Relatore On.le Federico Ginato relatore in Commissione Finanze  ed in aula della Camera; a tutti i capi gruppo per aver consentito la calendarizzazione nell’aula della Camera prima della fine della legislatura. Al Sottosegretario Benedetto della Vedova in qualità di Presidente del Comitato Nazionale per le Azioni Umanitarie Contro le Mine (CNAUMA)   per aver sostenuto l’avanzamento della proposta.

Infine, ma non meno importante La Campagna Italiana vuole ringraziare la dottoressa Alessandra Viscovi già direttore di Etica SGr (Banca Etica) oggi responsabile Area Education di ALTIS e advisor  sulla finanza sostenibile per l’impagabile supporto dedicato, sin dall’inizio, a questa proposta di legge in tutti i ruoli che ha rivestito e riveste; L’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra ANVCG nella persone del Presidente ed avvocato Giuseppe Castronovo e del Segretario Generale Avv. Roberto Serio che hanno convintamente  aderito attraverso l’impegno diretto dell’ANVCG e con la forza di un’associazione che di ferite a danno dei civili è testimone indiscussa alla promozione di un rapido iter di approvazione. I giornali Mosaico di Pace e Nigrizia tra i primi ad aderire alla Campagna NOMONEY4BOMBS e la Rete Italiana per il Disarmo coordinata dal dottor Francesco Vignarca di cui la Campagna italiana è parte.

INFORMAZIONI  GENERALI

Il rapporto “Worldwide investements in cluster munitions a shared responsability” 2017 dall’associazione PAX (ONG con sede nei Paesi Bassi membro della Cluster Munition Coalition) ci dice che i 31 miliardi di dollari di investimenti sono stati accordati principalmente a sei aziende che producono munizioni a grappolo. Tra le sei, due società si trovano in Cina (Cina Aerospace Science and Industry e Norinco), due in Corea del Sud (Hanwha e Poongsan) e due negli Stati Uniti (Orbital ATK e Textron).

**www.campagnamine.org

Per interviste: Giuseppe Schiavello 340/4759230

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Giuseppe Schiavello

Direttore Nazionale ItCBL

Sede Via di Novella, 22 -00199 Roma

cell.0039 340.4759230 –

contatto skype : schiavellog

www.campagnamine.org

www.icblcmc.org

http://www.stopexplosiveinvestments.org/

 

ATT MONITOR REPORT 2017

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La terza edizione dell’ATT Monitor Report è stata presentata lo scorso 11 settembre. La pubblicazione, prevista come strumento di monitoraggio del Trattato sul Commercio delle Armi (ATT)[1]  si compone di 4 sezioni: trasparenza – importazione ed esportazione di armi – implementazione del Trattato – ATT Monitor Risk Watch ( uno strumento sviluppato all’interno del Monitor Report per cercare di favorire la presa di decisioni sul trasferimento di armi basate su informazioni valide ottenute tramite la raccolta e l’analisi di dati e informazioni su rischi identificati nell’ATT) e prende in considerazione il periodo che va dal mese di giugno 2016 al mese di maggio 2017. L’edizione del 2017 è dedicata in modo particolare al tema della trasparenza  nel commercio delle armi ed in particolare all’interno dell’ATT.

Per scaricare il Report completo clicca qui http://armstreatymonitor.org/en/wp-content/uploads/2017/09/EN-ATT_Monitor-Report-2017_ONLINE-1.pdf

 



[1] Il Trattato sul Commercio delle Armi è stato adottato ad aprile 2013 ed è entrato in vigore il 24 dicembre 2013.

Attualmente gli Stati Parte sono 92 (7 dei quali lo sono divenuti durante il periodo che va dal 1 giugno 2016 al 31 maggio 2017).

Cluster Munition Monitor 2017

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Roma 31 agosto 2017: Aumenta il tributo pagato in termini di incidenti dovuti agli attacchi condotti con le munizioni cluster.

Viene presentato oggi a Ginevra, presso le Nazioni Unite, il Cluster Munition Monitor 2017[1]. La realtà contenuta nell’ottava edizione del Report descrive un aumento degli incidenti tra i civili dovuti all’uso di questi ordigni in Siria e Yemen, malgrado gli Stati continuino a ratificare ed implementare la Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM)[2] che mette al bando queste armi.

Secondo i dati contenuti nel Report 2017 sono stati identificati 971 nuovi incidenti dovuti a munizioni cluster durante il 2016, di cui 860 in Siria, e che rappresentano sicuramente una cifra minore rispetto a quella reale. Il numero degli incidenti registrati nel 2016 rappresenta più del doppio degli incidenti registrati nel 2015 (417) rendendolo il secondo dato annuale più alto[3] da quando viene pubblicato (2009).

Sulla base di circostanze in cui è stato possibile verificare lo status delle vittime i civili rappresentano il 98% (1% per gli sminatori ed 1%b per le Forze di sicurezza). I bambini rappresentano il 41% di coloro che rimangono coinvolti in incidenti con munizioni cluster. La maggior parte di questi incidenti avviene durante gli attacchi perpetrati con questi ordigni (837 in Siria e 20 in Yemen). In Laos si sono verificati 51 nuovi incidenti conseguenza di residuati di munizioni cluster usate negli anni ’60 e  ’70. Nuovi incidenti sono stati registrati in ben 10 paesi, anche se nuovi attacchi sono stati registrati solo in Siria ed in Yemen.

Due nuovi paesi hanno ratificato al CCM (il Benin ed il Madagascar), portando il totale degli Stati parte a 102. Altri 17 Stati hanno firmato ma non ancora ratificato la Convenzione. Lo scorso dicembre 141 Stati, inclusi 32 non firmatari, hanno adottato la risoluzione chiave dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sul supporto alla Convenzione sulle Munizioni Cluster.

Malgrado questi esempi di ferma determinazione di mettere al bando le bombe cluster, continua il loro impiego in Siria.  Le forze governative siriane hanno continuato ad utilizzare questi ordigni in almeno 238 attacchi registrati tra l’agosto 2016 ed il mese di luglio 2017. La Russia ha partecipato a operazioni militari congiunte con forze siriane fino al mese di settembre 2015. La coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha utilizzato munizioni cluster in Yemen, dove però in seguito alla condanna internazionale il numero degli attacchi con munizioni cluster è diminuito.

28 Stati Parte hanno completato la distruzione di circa 1.4 milioni di scorte di munizioni cluster, contenenti oltre 175 milioni di submunizioni. Questo dato rappresenta il 97% di tutte le munizioni cluster ed il 98% di tutte le submunizioni dichiarate come scorte all’interno della Convenzione. Tre Stati Parte  (Slovacchia, Spagna e Svizzera) nel corso del 2016, hanno distrutto 56.171 munizioni clsuter e 2.8 milioni di submunizioni.

Durante l’anno di riferimento del Report gli operatori hanno ispezionato e bonificato circa 88 km2 di territori contaminati a livello mondiale che ha portato alla distruzione di circa 140.000 submunizioni. Il Mozambico ha annunciato il completamento delle attività di bonifica dei suoi territori contaminati a dicembre 2016.

Ci sono ancora 26 Stati contaminati da munizioni cluster nel mondo, di cui 12 sono Stati Parte alla CCM. I continui conflitti ed i problemi di sicurezza internazionale, particolarmente in Siria e Yemen, ostacolano la bonifica delle munizioni cluster.

“ Un campo su cui contrastare l’oltraggioso proseguimento di uso di munizioni cluster, favorire l’implementazione della Convenzione e contrastare l’emergenza umanitaria prodotta dalle bombe cluster è quello finanziario” dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine onlus “ quello finanziario rappresenta un settore fondamentale da non trascurare su cui si può fare molto per favorire il disarmo umanitario per questo motivo abbiamo promosso il disegno di legge C4096 “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo”[4] prosegue Schiavello “Attualmente il disegno di legge è alla Camera in attesa della calendarizzazione per l’approvazione definitiva, ma con la fine della legislatura alle porte si rischia che non venga approvato, malgrado abbia superato diversi esami parlamentari e ne sia riconosciuta la validità, lo spessore etico e la necessità”.

 

Per mappe e materiale fotografico:

M.Tibisay Ambrosini 3481049619 t.ambrosini@campagnamine.org

Per interviste:

Giuseppe Schiavello 3404759230 g.schiavello@campagnamine.org

NEWSLETTER N.4

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ANGOLO DEL DIRETTORE
Prima di fermarci per una breve pausa estiva vi salutiamo con questo numero della nostra newsletter.
Ripercorrendo rapidamente quanto accaduto nell’ambito del disarmo umanitario nei mesi estivi, vorrei ricordare alcuni momenti in particolare:
Il 19 giugno si è celebrata la 2° Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sessuale dai conflitti. In occasione della ricorrenza Stop Rape Italia ha lanciato la campagna di sensibilizzazione “Il mio corpo non è un campo di battaglia ma…”. Dedicate pochi minuti, anzi secondi, a questa iniziativa ed inviate il vostro video messaggio. Non siate timidi o imbarazzati, abbiamo bisogno del coraggio delle persone comuni per cambiare le cose e per far sentire supporto e solidarietà alle donne vittime di stupro durante i conflitti.

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CS-LE BOMBE CLUSTER UCCIDONO…

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COMUNICATO STAMPA

LE BOMBE CLUSTER UCCIDONO ANCORA E QUALCUNO SI ARRICCHISCE SULLA MORTE DEI CIVILI

 

Sette anni dopo la messa al bando le bombe cluster continuano a provocare morte e distruzione ed una legge che vieta il finanziamento dei produttori anche all’estero attende il via libera del Parlamento.

 

Roma (1 agosto 2017): In occasione del VII anniversario dell’entrata in vigore della Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM) la Campagna Italiana contro le mine onlus richiama l’attenzione sulle sofferenze patite dalle popolazioni civili a causa di queste armi con effetti indiscriminati già bandite a livello internazionale ma largamente utilizzate nei conflitti di Siria e Yemen.

 

Sono ormai 5 anni che le bombe cluster vengono usate in maniera diffusa in Siria, sia dalle forze siriane e russe (incluso le operazioni congiunte Siria-Russia), sia da Daesh e dai gruppi di opposizione. Oltre 2,200 persone sono rimaste uccise o ferite dall’esplosione di munizioni cluster tra il 2012 ed il 2015.

 

La popolazione yemenita, dal marzo 2015, è costretta a convivere con il pericolo ed il terrore causati dalle munizioni cluster. La coalizione guidata dall’Arabia Saudita infatti continua ad utilizzare bombe cluster di produzione brasiliana in pieno e costante disprezzo delle vite umane e del diritto umanitario.

 

Le bombe cluster sono proibite dal 2008, ma nessuno dei paesi coinvolti, Yemen, Brasile, Arabia Saudita, così come i paesi della Coalizione[1] sono tra 119 paesi che hanno firmato la Convenzione di messa al bando (CCM).

“Quanto sta accadendo in Siria e Yemen rende evidente quanto sia importante denunciare e condannare nelle sedi internazionali preposte l’uso indiscriminato di queste armi e proseguire instancabilmente con la promozione dell’Universalizzazione della Convenzione per la messa al bando delle munizioni cluster”dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le Mine.  “La nostra associazione come parte della più ampia rete internazionale ICBL-CMC sostiene  l’iter per l’approvazione del disegno di legge «Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo» -prosegue Schiavello- “attualmente il suo iter è fermo alla Camera (C4096) in attesa della calendarizzazione per l’approvazione definitiva ma-purtroppo- esiste anche il concreto rischio che non venga  approvato a causa dell’ imminente termine della legislatura. Speriamo, quindi che i nostri parlamentari permettano, invece al nostro paese di cogliere l’opportunità di guidare attraverso l’esempio la comunità internazionale dimostrando così che il rispetto della vita rappresenta un criterio indiscutibilmente più importante del profitto e delle speculazioni fini a sé stesseOltre alle firme sui Trattati quello che bisogna ottenere è un concreto ed ineludibile impegno che rimetta al centro di tutte le considerazioni e valutazioni la vita umana ed il rispetto dei Diritti Umani” conclude Schiavello.

 

Più di 10 mila persone hanno già aderito online alla campagna #NoMoney4bombs per una rapida calendarizzazione. Aderisci on line sul nostro sito www.campagnamine.org

 

Per ulteriori informazioni e materiale fotografico:

t.ambrosini@campagnamine.org

Per interviste:

Giuseppe Schiavello 340 475 9230

g.schiavello@campagnamine.org

 

 




[1] Bahrain, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Kuwait, Marocco, Qatar, Sudan