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CS – Il successo nell’eliminazione delle Bombe Cluster

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Il successo nell’eliminazione delle Bombe Cluster rafforza l’urgenza di fermare nuovi attacchi da parte degli Stati che si ostinano nel loro utilizzo 

Comunicato stampa 

Roma 30 agosto 2018: a dieci anni dalla sua adozione la Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM) registra un impressionante record di successi dovuti al determinato impegno dimostrato dagli Stati Parte nell’adempiere alle disposizioni vincolanti contenute nella Convenzione, questo è quanto emerge dal Report annuale presentato oggi dalla Cluster Munition Coalition (CMC) presso le Nazioni Unite a Ginevra.

Il Cluster Munition Monitor è giunto alla sua nona edizione ed è stato curato dalla Cluster Munition Coalition. Il report fotografa le attività relative all’anno 2017 includendo informazioni con riferimento fino ad agosto 2018 possibilmente e copre, facendo riferimento alla Convenzione sulle Munizioni Cluster come principale quadro di riferimento, l’andamento internazionale della politica di messa al bando, identificazione e bonifica delle zone contaminate, distruzione di scorte, incidenti causati da questi ordigni e gli sforzi per garantire sia i diritti sia che vengano soddisfatti i bisogni delle vittime.

Il report verrà distribuito a Ginevra in occasione dell’8 Meeting degli Stati Parte alla Convenzione sulle Munizioni Cluster che si svolgerà a Ginevra presso le Nazioni Unite dal 3 al 5 settembre.

Un primo segnale di successo contenuto nel Cluster Munition Monitor 2018 è rappresentato dai risultati ottenuti nella distruzione delle scorte di munizioni cluster. Nel 2017 sono state distrutte da sette Stati Parte un totale di 33.551 munizioni cluster e oltre 1.7 milioni di submunizioni. Inoltre, Croazia, Cuba Slovenia e Spagna hanno completato la distruzione delle loro rispettive scorte.

Con l’accesso dello Sri Lanka (marzo 2018) il numero degli Stati Parte alla Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM) è salito a 103. Altri 17 Stati hanno firmato ma non ancora ratificato la Convenzione.

Nel mese di dicembre 142 Stati, tra sui 32 non firmatari della CCM hanno adottato una Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a supporto della Convenzione sulle Munizioni Cluster. Gli unici due paesi a votare contro sono stati la Russia e lo Zimbabwe.

Il fatto che molti Stati che pur non avendo ancora firmato la Convenzione che mette al bando le munizioni cluster esprimano il loro sostegno attraverso una Risoluzione ONU e condannando nuovi usi di questi ordigni, ci dimostra che, come fu per le mine, lo stigma contro queste armi cresce sempre di più” dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine “Proprio per questo motivo dobbiamo intensificare gli sforzi per arginare questi ordigni anche dal punto di vista finaziario come stiamo cercando di fare con l’approvazione immediata del ddl S1 “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo1 indispensabile strumento normativo per il contrasto a ordigni”conclude Schiavello

1 Approvato dall’Assemblea della Camera dei Deputati (C.4096) il 3 ottobre 2017 con votazione nominale a scrutinio simultaneo: favorevoli 389, contrari 0, astenuti 3, votanti 389, presenti 392, in data 27 ottobre 2017 è stata rinviata alle Camere dal Presidente della Repubblica con messaggio motivato per una nuova deliberazione ai sensi dell’articolo 74 della Costituzione indicando un vulnus costituzionale al Comma 2 dell’art 6.

Assegnato in data 07 novembre 2017 alla VI Commissione Finanze e Tesoro del Senato (S.57 BIS) è stato emendato al fine di recepire l’appunto di nota di rinvio alle Camere apportando un emendamento al Comma 2 dell’art 6 (Sanzioni) della legge.

Secondo il Cluster Munition Monitor 2018 sono stati registrati 289 nuovi incidenti causati da munizioni cluster. Il numero riportato però è sicuramente inferiore rispetto all’effettivo totale.

Sono stati registrati incidenti causati da munizioni cluster in 8 paesi e due altre aree nel 2017. Il paese dove è stato registrato il più alto numero di incidenti è la Siria con 187 incidenti riportati (negli ultimi 5 anni il 77% degli incidenti provocati dalle munizioni cluster registrati a livello mondiale è accaduto in Siria) mentre 32 incidenti sono stati riportati in Laos a causa delle munizioni cluster residuo dei bombardamenti da parte degli Stati Uniti nel 1960 e 1970.

A livello mondiale il 99% degli incidenti riportati nel 2017, dove lo status era disponibile, ha coinvolto civili.

Il dato sugli incidenti di offre lo spunto per una riflessione sulla pericolosità di queste armi che sono in grado di provocare vittime non solo durante i conflitti come in Siria e Yemen, ma anche in paesi come il Laos dove rappresentano l’eredità di conflitti conclusi oltre vent’anni fa” dichiara Santina Bianchini Presidente della Campagna Italiana contro le mine “ questo ci dimostra quanto siano importanti le attività di individuazione e bonifica delle aree contaminate unitamente alla condanna dell’uso di questi ordigni che colpiscono in particolar modo i civili” conclude Bianchini.

Relativamente all’impiego di questi ordigni le forze del governo siriano hanno continuato ad utilizzare munizioni cluster con il supporto della Russia nello scorso anno.

Anche in Yemen è proseguito l’impiego di munizioni cluster da parte della coalizione guidata dall’Arabia Saudita, ma c’è stata una significativa diminuzione di attacchi riportati.

Nessuno dei paesi che ha utilizzato munizioni cluster in Siria e in Yemen ha firmato la Convenzione sulle Munizioni Cluster.

Al mondo rimangono26 Stati contaminati da questi ordigni, compresi 12 Stati Parte della Convenzione sulle Munizioni Cluster. Nessuno Stato ha completato nello scorso anno l’attività di bonifica.

La Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM) è stata adottata e aperta alla firma nel 2008, entrando in vigore il 1° agosto 2010. Il testo del trattato proibisce le munizioni cluster, impone la distruzione delle scorte in 8 anni e la bonifica delle zone contaminate da munizioni cluster in 10 anni e il fornire assistenza alle vittime di questi ordigni.

Le munizioni a grappolo sono sparate da artiglieria, da razzi o lanciate da aerei, una volta aperte in aria rilasciano bombe a grappolo più piccole o submunizioni con una copertura pari a quella di un campo da calcio.

Spesso le submunizioni non esplodono al primo impatto, lasciando sul terreno dei residuati pericolosi quanto e come le mine antipersona fino a che non vengono rimose e distrutte.

Per interviste:

Giuseppe Schiavello 340/ 4759230

Per materiali:

Tibisay Ambrosini 348/1049619

t.ambrosini@campagnamine.org

SPOT VIDEO

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Grazie alla Congolose Campaign To Ban Landmines per aver realizzato e diffuso questo spot, per informare la popolazione congolese circa il pericolo delle munizioni cluster ed il loro impatto sui civili, e per chiedere alla Repubblica Democratica del Congo di aderire alla Convenzione sulle Munizioni Cluster entro il 2018.

Thanks to the Congolose Campaign To Ban Landmines to make and share this this spot video to inform the Congolese people about cluster munitions ‘s problem and their impact on civilians. Moreover it is a very good tool to call the Democratic Republic of Congo to join the Convention on Cluster Munition in 2018.

Newsletter Estate 2018

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L’angolo del Direttore

Care lettrici e cari lettori,

prima della pausa estiva vogliamo salutarvi con un’edizione speciale della nostra newsletter, un numero tematico dedicato alla questione Donne, Pace e Sicurezza, partendo si dall’impatto che hanno sulle donne le armi e la cultura di violenza che alimentano, ma puntando ad un rafforzamento del ruolo delle donne, al loro empowerment come si sente dire spesso, aumentando la loro presenza in tutti i settori decisionali, soprattutto quelli cruciali per la giustizia, la pace e la sicurezza.

Attualmente la presenza degli uomini è dominante nelle professioni e nelle attività con facile accesso alle armi e nei settori in cui vengono prese decisioni relative alla sicurezza a livello locale, nazionale ed internazionale.

Molte Risoluzioni delle Nazioni Unite evidenziano il collegamento tra l’uso delle armi, sia in situazioni di conflitto che in contesti privati, con la violenza sessuale subita dalle donne e dalle ragazze.

Sia l’uso della violenza sessuale nei conflitti che la violenza subita dalle donne anche in assenza di guerra hanno una radice comune individuabile nella cultura della violenza alimentata da una distorta e pericolosa percezione del potere, potere sugli altri essere viventi, sul loro diritto alla vita. Le armi rappresentano questo potere, e mi duole dirlo, lo rappresentano in un’accezione di “mascolinità” che confonde il coraggio, la forza e la protezione con la violenza.

Il legame tra armi e violenza sessuale va ben oltre i conflitti dove molto spesso è l’uomo stesso a diventare strumento di tortura e violenza.

È un binomio maledetto che coinvolge tutta la comunità del Disarmo nel suo contrasto. Basti pensare alle norme specifiche del Trattato sul Commercio delle Armi (ATT) art 6 e art 7 che rispettivamente richiedono un controllo per cui le armi trasferite non devono violare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, gli embarghi relativi alle armi o gli accordi internazionali. Inoltre, bisogno verificare che le armi non vengano usate per commettere violenza di genere che costituisca genocidio, crimini contro l’umanità e gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra del 1949, o altri crimini di guerra. Qualora fossero rispettati i criteri dell’art 6, gli Stati Parte al Trattato dovranno anche verificare che le armi in questione vengano utilizzate per commettere o facilitare una serie di violazioni del Diritti Umanitario Internazionale, di Diritti Umani, o minacce alla pace e alla sicurezza, o che possano essere utilizzate per terrorismo o dal crimine organizzato transnazionale.

Le armi leggere rappresentano la categoria di armi più posseduta dai civili. Gli uomini rappresentano la grande maggioranza di possessori di armi leggere. Nel mondo oltre un terzo degli omicidi riguardanti le donne sono commesse dal partner e molto spesso con l’impiego di un’arma leggera, violenza da parte del partner ed armi leggere sono una combinazione spesso fatale per le donne.

Ma le donne non devono essere viste solo come vittime di questa situazione, bensì come le prime che possono trasformare la situazione e che attraverso il necessario supporto possono essere loro stesse le “agenti” del cambiamento. È fondamentale sostenere le donne nella loro presa di consapevolezza e promuovere il loro inserimento nei posti chiave delle Istituzioni e della società.

Anche se in questo numero sono le voci femminili le più presenti, non dobbiamo trascurare il ruolo degli uomini per un efficace ed effettivo contrasto agli stereotipi e regole sociali che incastrano uomini e donne in ruolo predefiniti e limitanti.

La trasformazione sociale e culturale di cui abbiamo bisogno può essere promossa solo da un’azione costante e coordinata di tutti.

In questo numero vi raccontiamo come le ragazze del nostro staff hanno contribuito a questo cambiamento partecipando al Women 7 in Canada in rappresentanza della società civile italiana, così come una giovane donna, Chiara Tiddi capitana della squadra nazionale di Hockey prato si è attivata per contribuire con tutta la squadra e il movimento hockey prato femminile a sostenere la causa di Stop Rape Italia. Vi racconteremo anche per chi non ha potuto partecipare direttamente all’incontro presso la Sala Nassirya del Senato il lancio della campagna di sensibilizzazione Stop Rape avvenuta il 19 giugno in occasione della III Giornata Internazionale indetta dalle Nazioni Unite per l’eliminazione della violenza sessuale dai conflitti.

Buona lettura.

Notizie dal mondo

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Deutsche Bank upgrades its Policy on Controversial Weapons

Deutsche Bank has clear policies in place to help ensure we conduct business responsibly and protect the bank from reputational risk. Deutsche Bank has reviewed and augmented its Policy covering defence-related business sectors with regards to so-called Controversial Weapons. The augmented Policy sets out the types of business in which the bank will not engage and describes the stringent governance and escalation processes by which we reinforce this Policy.

Controversial Weapons cause undue suffering and have a disproportionate humanitarian impact on civilian populations. Many are prohibited by international treaties and conventions of the United Nations (UN) or the European Union (EU).

Specifically, the Policy published today makes clear that Deutsche Bank avoids entering into, or continuing, any kind of business relationship with entities with clear, direct links to the following types of Controversial Weapons business:

  • Cluster Munitions (CluMu)
  • Anti-Personnel Mines (APM)
  • Chemical, Biological, Radiological, Nuclear Weapons (CBRN)
  • Controversial Conventional Weapons (CCW)

Stuart Lewis, member of the Management Board and Chief Risk Officer, said: “Deutsche Bank takes a clear and firm stance on controversial weapons, and we have now widened the scope of our Policy and reinforced governance in this area.”

https://www.db.com/newsroom_news/2018/deutsche-bank-upgrades-its-policy-on-controversial-weapons-en-11582.htm

 

CONGRATULAZIONI MARGARET!

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The European Union (EU) has recognised two Ugandan activists for their tireless

campaign to stop child trafficking and deadly land mines.

The 2018 Human Rights Defenders Award went to Margaret Arach Orech, the founder of Uganda Landmine Survivors’ Association and Peter Sewakiryanga, the founder of Kyampisi Childcare Ministries, an organisation that supports child victims of sacrifice.

The Belgian ambassador to Uganda, Hugo Verbist said the recognition was part of the EU’s effort to raise awareness and draw action to the social causes championed by the winners.

Arach, who lost her leg to a landmine during an attack by the Lord’s Resistance Army (LRA) rebels in 1998, uses her organisation to solicit for support for fellow survivors and persons with disabilities.

 

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Sewakiryanga and Aroch with the Belgian ambassador to Uganda, Hugo Verbist (right), and Erwon De Wandel, the Belgian deputy head of mission. Photo by Ashraf Kasirye

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She has also passionately championed the ban on land mines and cluster ammunitions at international platforms to prevent their use.

Sewakiryanga, a pastor now takes care of 80 child survivors of trafficking and human sacrifice has built an extensive network linking communities and security to track suspected cases.

In 2017, Sewakiryanga travelled to Oman to rescue six victims of child trafficking. He is credited for championing research and spearheading an awareness campaign in communities to stop the crime.

Human rights defenders are individuals who, individually or with others, act to promote and protect universally recognized human rights and fundamental freedoms.

Women 7(W7)

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Women 7(W7): feminist vision for the G7. Noi ci siamo!

Tra poche ore prenderà il via, ad Ottawa, in Canda, il W7. Nei giorni 25 e 26 aprile 50 donne, provenienti da 20, paesi si riuniranno per dare voce a coloro che spesso sono assenti nelle discussioni del G7, le donne in tutte le loro specificità e differenze. Obiettivo del Summit infatti è di elaborare delle raccomandazioni da condividere, in vista del G7 di giugno, con il Primo Ministro Trudeau ed il suo gabinetto, con gli altri leader del G7 e in particolare con il G7 Gender Equality Advisory Council.

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Le discussioni riguarderanno temi internazionali che hanno un impatto sproporzionato sulle donne come l’ineguaglianza economica, la violenza contro le donne, pace e sicurezza e il cambiamento climatico.

L’Italia sarà presente con Daria Ermini e Ginevra Bicciolo dello staff di Stop Rape Italia e Campagna Italiana contro le mine.

SITO UFFICIALE SUMMIT WOMAN 7

STOPRAPEITALIA alla ROMA APPIA RUN

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Comunicato stampa (Roma 15 aprile 2018): in occasione della XX edizione della storica Roma Appia Run la prima uscita della stagione per la squadra di runners Stop Rape Italia.

Domenica 15 aprile, partirà alle 9.00 dallo stadio delle Terme di Caracalla, l’Appia Run 2018, l’unica corsa a disputarsi su 5 pavimentazioni diverse: asfalto, sampietrino, basolato lavico, sterrato e per finire la pista dello Stadio Nando Martellini alle Terme di Caracalla.

La squadra Stop Rape Italia sarà presente con una rappresentanza di 12 elementi tra donne e uomini per sensibilizzare sul problema dello stupro e della violenza di genere duranti i conflitti.

“Partecipare alla manifestazione podistica per noi significa ricordare tutte quelle donne che subiscono violenze durante i conflitti, che corrono per mettersi in salvo, per sfuggire agli stupri ed alle violenze di genere, che corrono lasciandosi alle spalle, le case, tutte le loro appartenenze fino purtroppo alle famiglie” dichiara Tibisay Ambrosini coordinatrice di Stop Rape Italia, membro della International Campaign to Stop Rape and Gender Violence in Conflict. “Corriamo per raccontare le loro storie, perché le nostre maglie raccontino a più persone possibili l’orrore che le donne subiscono durante i conflitti, dando voce a tutte dalle donne Rohingya, alle donne yazide, alle donne e bambine siriane” aggiunge Ambrosini.

“La violenza di genere è un fenomeno sottostimato per diverse ragioni, ma questo non significa che non esista, ci dice solo che per le vittime è ancora troppo difficile parlare per paura, per vergogna e scarsa fiducia nelle autorità predisposte, o che muoiono prima di poterlo fare” dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine, l’associazioneche ha curato l’avvio di Stop Rape Italia.

“Noi siamo qui oggi per dare visibilità a tutte le donne e le ragazze che nel mondo stanno vivendo le tragiche conseguenze di violenze subite in quanto donne appartenenti alla parte nemica, o che vivono nel terrore che questo accada e magari per evitarlo corrono via, fuggendo verso quella che ritengono essere una speranza mentre a volte trovano solo altra violenza” conclude Ambrosini.

È importante che la comunità internazionale comprenda che la prevenzione delle violenze di genere durante i conflitti, la protezione delle vittime e perseguire i colpevoli sono azioni necessarie per garantire un future di pace.

Per informazioni e interviste

Tibisay Ambrosini 3481049619

www.stoprapeitalia.it

Dichiarazione del Presidente Mattarella

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«Nel mondo migliaia di persone – civili, e tra essi tanti bambini che già hanno sofferto le tribolazioni della guerra e della povertà estrema – continuano a morire, o subire gravissime menomazioni, a causa di mine anti-uomo, di bombe a grappolo, di ordigni bellici inesplosi.

La Giornata mondiale indetta dalle Nazioni Unite e dedicata all’azione contro le mine, costituisce un appello rivolto all’opinione pubblica internazionale, alle istituzioni e alle espressioni delle società civili, per rilanciare l’obiettivo dell’effettivo azzeramento di queste armi subdole e spietate, che raggiungono un culmine di disumanità e che le convenzioni di Ottawa e di Oslo hanno giustamente messo al bando.

Proibire le mine anti-uomo, e tutti gli ordigni concepiti per rendere inagibili interi territori, rappresenta un’importante base di partenza per assicurare il rispetto dei diritti umani: non soltanto per tutelare le vittime delle guerre, ma anche per evitare che le conseguenze del conflitto paralizzino la vita delle comunità nella fase di transizione e nella ricostruzione post-bellica. Queste armi vili e bestiali puntano a togliere anche la speranza a chi cerca un futuro per sé e i propri cari oltre la guerra.

L’umanità non può tollerarlo. Il nostro Paese continuerà a dare tutto il sostegno possibile agli organismi internazionali impegnati nei piani umanitari di sminamento e di riconsegna alle popolazioni dei territori violati dai minacciosi ordigni.

Un ringraziamento particolare va a quanti, volontari e associazioni, con grande passione civile, si prodigano nei luoghi più tormentati dalla guerra per riaprire le porte a un futuro finalmente dignitoso.

In questa Giornata, rinnovo infine l’auspicio che il Parlamento italiano possa giungere presto a una nuova deliberazione legislativa, coerente con i principi costituzionali, per contrastare con efficacia anche il sostegno alle imprese produttrici di mine anti-persona e di munizioni a grappolo».

Roma, 4 aprile 2018

cs – APPROVARE URGENTEMENTE IL DDL

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COMUNICATO STAMPA

Giornata Internazionale delle Nazioni Unite 

sul problema delle mine e sostegno alla Mine Action (4 aprile 2018)

         

APPROVARE URGENTEMENTE IL DDL “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo”  

 

COMUNICATO STAMPA (Roma 3 aprile 2018) – Il 4 aprile si celebra la XIII edizione della Giornata Internazionale dedicata al problema delle mine e degli ordigni inesplosi in generale, e sostegno alla Mine Action indetta dalle Nazioni Unite[1] .

«Un volume senza precedenti di mine antiuomo e armi inesplose contamina le zone rurali e zone di guerra urbana, mutilano e uccidono civili innocenti molto tempo dopo la fine del conflitto.  Le strade bonificate dagli ordigni esplosivi consentono alle forze di pace di pattugliare e proteggere i civili. e quando i campi vengono ripuliti e le scuole e gli ospedali sono protetti, la vita normale può ricominciare. La Mine Action è vitale. Esorto tutti i governi a fornire sostegno politico e finanziario per consentire l’azione contro le mine lavorare per continuare, ovunque sia necessario Nel nostro mondo turbolento, la Mine Action è un passo concreto verso la pace». Con questo videomessaggio il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, che esorta i Governi di tutti i Paesi a non abbandonare l’impegno a favore della Mine Action.

Il problema delle mine e degli ordigni inesplosi è un problema di caratura umanitaria, di emergenza e sviluppo – dichiara Giuseppe Schiavello direttore nazionale della Campagna Italiana Contro le Mine - il nostro Paese è credibilmente impegnato in questo ambito di cooperazione da molti anni e la società civile sensibilissima a questo tema. L’Italia è passata dal triste primato di paese produttore a Paese in prima linea per lenire le sofferenze causate da questi ordigni – continua Schiavello- per questo chiediamo ai nostri Parlamentari di consolidare strumenti come il fondo 58/01 dedicato alla Mine Action e di approvare urgentemente la legge che proibisce investimenti finanziari in aziende internazionali ancora coinvolte nella fabbricazione di ordigni ormai banditi dal ns. Paese.”

In questa ricorrenza così importante, la Campagna Italiana Contro le Mine e l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra chiedono ai Presidenti della Camera e del Senato e ai Parlamentari della XVIIIª Legislatura di adoperarsi per una rapida ed urgente approvazione procedendo, da subito, ai sensi dell’Art.136 del regolamento del Senato. Il Ddl oggi con numerazione S n. 1 “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo”, nella precedente legislatura al Senato DDL S.57 (bis)  dopo la sua approvazione definitiva ( 3 ottobre 2017)  era stato rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica con messaggio motivato ( 27 ottobre 2017) per una nuova deliberazione ai sensi dell’articolo 74 della Costituzione.

Questo provvedimento, infatti, era già stato approvato in via definitiva da entrambi i rami del Parlamento durante la precedente legislatura, ma non è potuto entrare in vigore per un mancato coordinamento con l’art 7 della Legge 14 giugno 2011, n. 95 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione di Oslo sulla messa al bando delle munizioni a grappolo, fatta a Dublino il 30 maggio 2008).

Il vulnus costituzionale era stato prontamente corretto dalla Commissione Finanze e Tesoro che ne aveva concluso la revisione del testo senza poter procedere, però, alla calendarizzazione e discussione d’Aula per l’imminente scioglimento delle Camere.

Diverse le attività sul territorio nazionale che raccontano agli studenti il pericolo degli ordigni inesplosi e l’ambito di cooperazione internazionale in cui l’Italia è impegnata da anni per lenire la piaga degli ordigni inesplosi ed i loro disumani effetti sulle popolazioni civili, sia sul fronte diplomatico che di cooperazione ed emergenza, come illustrato nel sussidio per le scuole superiori realizzato dalla Campagna Italiana Contro le Mine  Onlus e distribuito gratuitamente a scuole, università,  parrocchie, associazioni e gruppi interessati.

Per interviste:

Giuseppe Schiavello 340.4759230 (direttore Campagna Italiana Contro le Mine Onlus)

www.campagnamine.org        

                                                                                        

SCHEDA INFORMATIVA DDL 57-BIS nella Legislatura S.1

MISURE PER CONTRASTARE IL FINANZIAMENTO DELLE IMPRESE PRODUTTRICI DI MINE ANTIPERSONA, DI MUNIZIONI E SUBMUNIZIONI A GRAPPOLO

IL DISEGNO DI LEGGE S. 57 BIS

“Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo”

Approvato dall’Assemblea della Camera dei Deputati (C.4096) il 3 ottobre 2017 con votazione nominale a scrutinio simultaneo: favorevoli 389contrari 0, astenuti 3votanti 389, presenti 392, in data 27 ottobre 2017 è stata rinviata alle Camere dal Presidente della Repubblica con messaggio motivato per una nuova deliberazione ai sensi dell’articolo 74 della Costituzione indicando un vulnus costituzionale al Comma 2 dell’art 6.

Assegnato in data 07 novembre 2017   alla VI Commissione Finanze e Tesoro del Senato (S.57 BIS) è stato emendato al fine di recepire l’appunto di nota di rinvio alle Camere apportando un emendamento al Comma 2 dell’art 6 (Sanzioni) della legge:

Originariamente il comma 2 dell’art 6 (Sanzioni) indicato nella nota Presidenziale riferiva:

2. I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione degli intermediari abilitati o che, per loro conto, svolgono funzioni di controllo, i quali non osservino i divieti di cui all’articolo 1, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.

Il medesimo -  a seguito di riesame post rinvio- è’ stato variato da un solo emendamento  premettendo  le seguenti parole: 

2.«Salvo che il fatto costituisca reato», i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione degli intermediari abilitati o che, per loro conto, svolgono funzioni di controllo, i quali non osservino i divieti di cui all’articolo 1, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.

LE SEGUENTI COMMISSIONI DEL SENATO HANNO ESPRESSO SUL TESTO EMENDATO IL PARERE DESTINATO ALLA COMMISSIONE 6ª (FINANZE E TESORO)                                  

1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali) N. 217 (ant.)  7 dicembre 2017 Sottocomm. Pareri Esito: Non ostativo con osservazioni - Esito: Favorevole su emendamenti2ª Commissione permanente (Giustizia) N. 75 (pom.)   12 dicembre 2017 Sottocomm. Pareri Esito: Non ostativo con condizioni Esito: Favorevole su emendamenti; 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) N. 157 (ant.)                                                      7 dicembre 2017 Esito: Favorevole con condizioni ;4ª Commissione permanente (Difesa) N. 261 (pom.)                                                                                      5 dicembre 2017 Esito: Favorevole ; 5ª Commissione permanente (Bilancio) N. 848 (pom.)                                                                                5 dicembre 2017 Esito: Non ostativo 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo N. 380 (pom.)  5 dicembre 2017 Esito: Favorevole)                                                        

 
La Commissione Finanze e Tesoro ha iniziato l’iter il 7 novembre 2017 ed ha concluso l’esame in data 13 dicembre 2017 ma il Ddl S 57 Bis non è stato ammesso alla calendarizzazione d’Aula del Senato a causa dell’imminente scioglimento Camere.

In applicazione all’ Articolo 136 (1) del Regolamento del Senato – Nuova deliberazione richiesta dal Presidente della Repubblica. 

Nota 1) «Al fine di consentire la conservazione nella successiva legislatura dei provvedimenti legislativi “rinviati” dal Capo dello Stato alle Camere a norma dell’articolo 74 della Costituzione, e considerato che si tratta di provvedimenti già approvati da entrambi i rami del

Parlamento, la Giunta esprime il parere che ai provvedimenti stessi – per i quali le Camere sciolte, che pur ne hanno la facoltà e l’hanno esercitata, non abbiano proceduto ad una “nuova deliberazione” – sia applicabile il combinato disposto degli articoli 74, comma 2, e 81, comma 3, del Regolamento del Senato. 

Ciò comporta che il provvedimento legislativo rinviato dal Capo dello Stato, qualora nella precedente legislatura abbia iniziato il proprio iter in Senato, non dovrà essere ripresentato: bensì soltanto nuovamente assegnato alle Commissioni competenti per materia, ferma restando la procedura di cui all’articolo 136, comma 2, del Regolamento del Senato».

 

4 APRILE

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Video messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite Daniel Craig in occasione della Giornata Internazionale dedicata al problema degli ordigni inesplosi e al sostegno alla Mine Action.

Il secondo è un video messaggio del testimonial Antonio Guterres  in occasione della Giornata Internazionale dedicata al problema degli ordigni inesplosi e al sostegno alla Mine Action.