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Il Parlamento approvi la legge antimine rinviata dal Colle

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A un anno dal rinvio alle Camere del presidente della Repubblica, langue ancora in Parlamento la legge che proibisce investimenti in aziende coinvolte nella produzione di mine. A denunciare la disattenzione delle Camere è la onlus Campagna italiana contro le mine, nella XIV Giornata internazionale delle Nazioni Unite sul problema delle mine, che si celebra proprio il 4 aprile.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, nel messaggio per la ricorrenza ha invitato il mondo a non abbassare la guardia sul terrificante problema degli ordigni inesplosi, invi- tando i governi a non abbando- nare l’impegno finanziario e po- litico contro le mine antipersona e per lo sminamento. Ma è passato un anno dal rilievo del Qui- rinale, e il Parlamento non ha cor- retto e riapprovato il testo, né alla Camera né al Senato. «Avremmo voluto festeggiare questa importante data internazionale con l’approvazione – dice Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna Italiana contro le mine – almeno in un ramo del Parlamento». La legge «che proibisce gli investimenti finanziari ad aziende internazionali ancora coinvolte nella fabbricazione di ordigni ormai banditi dal nostro Paese – spiega – è stata rinviata

alle Camere nel dicembre 2017 dal Presidente Sergio Mattarella per un vulnus Costituzionale facilmente sanabile». Una legge di fatto già approvata da entrambi i rami del Parlamento, che dunque «dovrebbe poter contare su un iter privilegiato». Così non è stato: «Nelle ultime settimane in Commissione Finanze e Tesoro del Se- nato – dice il direttore della Campagna – è stato regolarmente e tecnicamente disatteso». E questo nonostante «la disponibilità dichiarata e comprovata dei senatori, come Alberto Bagnai (Lega) presidente della commissione, Laura Bottici (M5s) che segue la legge dalla precedente legislatura, il relatore Leonardo Grimani (Pd) e diversi altri». Schiavello

ricorda che «anche il Presidente della Camera Roberto Fico si era unito a tale auspicio». Invece sembra che il ddl «Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo, conclude, «sia avviato al dimenticatoio dei buoni propositi».

«Non riusciamo a capire i motivi reali di questo stallo», commenta la presidente della Campagna, Santina Bianchini. «È una legge che certamente, al di la delle dichiarazioni di circostanza, potrebbe non essere ben vista – ragiona – e forse anche ben ostacolata dagli operatori di settore e dagli Enti chiamati a vigilare».

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XIV Giornata Internazionale delle Nazioni Unite

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COMUNICATO STAMPA (Roma 3 aprile 2019)

Il 4 aprile si celebra la XIV edizione della Giornata Internazionale dedicata al problema delle mine e degli ordigni inesplosi in generale, ed a sostegno alla Mine Action indetta dalle Nazioni Unite[1].

Attraverso il messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres il mondo raccoglie l’ennesima esortazione a non abbassare la guardia  rispetto il terrificante problema degli ordigni inesplosi ed invitai Governi di tutti i Paesi a non abbandonare l’impegno finanziario e politico a favore della “mine action” fattore chiave anche del raggiungimento degli obiettivi di sviluppo i del millennio.(https://unficyp.unmissions.org/secretary-generals-message-international-day-mine-awareness-and-assistance-mine-action-4-april-2019)

È già trascorso un anno dal messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (https://www.quirinale.it/elementi/3046)  in cui auspicava un rapida approvazione della legge “ Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo” rinviato dalla Presidenza della Repubblica alle Camere per un vulnus Costituzionale nel dicembre 2017 e già approvato all’unanimità nella XVII legislatura.  In quell’occasione anche il Presidente della Camera Roberto Fico si era unito a tale auspicio.

“L’Italia, – dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine-  nelle sue componenti istituzionali, come il MAECI e L’AICS, e non governative è ormai una delle realtà saldamente e credibilmente impegnata nella mine action dalla bonifica alla victim assistance con particolare attenzione all’Universalizzazione delle Convenzioni a cui il nostro Paese ha aderito (…)” “ (…) Purtroppo, lo dico con grande rammarico e seria preoccupazione -continua Schiavello- avremmo voluto festeggiare questa importante data internazionale con l’approvazione, almeno in un ramo del Parlamento, della legge che proibisce gli investimenti finanziari ad aziende internazionali ancora coinvolte nella fabbricazione di ordigni ormai banditi dal ns. Paese, una legge rinviata alle Camere nel dicembre 2017 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella  per un vulnus Costituzionale facilmente sanabile e che dovrebbe poter contare su un iter privilegiato il quale , però, nelle ultime settimane in Commissione Finanze e Tesoro del Senato  è stato regolarmente e tecnicamente disatteso con calendarizzazioni  a fine giornata  che non ne permettono la discussione compiuta del testo da inviare all’attenzione dell’Aula ciò a dispetto della disponibilità dichiarata e comprovata dei Senatori tra quali il Sen.  Alberto Bagnai (Lega SP) nella qualità di Presidente della commissione stessa, della Senatrice Laura Bottici (Mov. 5 Stelle) che segue la legge dalla precedente legislatura, del relatore Sen. Leonardo Grimani (PD) e diversi altri che ne compongono la commissione” conclude Schiavello.

Non riusciamo a comprendere i motivi reali per i quali una legge già inviata alla firma della Presidenza della Repubblica, approvata all’unanimità nel 2017, possa sperimentare tempi così lunghi di iter di approvazioneper sanare un vulnuscircoscrittoe ben delineato dalla Presidenza della Repubblica– dichiara Santina Bianchini  Presidente della Campagna Italiana Contro le Mine –di fatto sembrerebbe si stiano   delineando le condizioni per non portare a compimento tale legge che certamente, al di la delle dichiarazioni di circostanza, potrebbe  non essere  ben vista e forse anche ben ostacolata dagli operatori di settore e dagli Enti chiamati a vigilare i quali, a ns. avviso,  dovrebbero invece aver già allertato gli operatori finanziari abilitati sulla necessità di dismettere ove presenti in investimenti e supporto finanziario già dall’approvazione della Legge 95/2011( Ratifica Convenzione di Oslo) nella quale all’art 7 si richiama il divieto- sanzionato penalmente – del supporto anche finanziario a determinate attività senza esclusioni di personalità fisiche o giuridiche,e su questo si basa di fatto la nota delle Presidenza della Repubblica di rinvio alle Camere ” -conclude Bianchini.

Diverse le attività sul territorio nazionale che raccontano agli studenti il pericolo degli ordigni inesplosi e l’ambito di cooperazione internazionale in cui l’Italia è impegnata da anni per lenire la piaga degli ordigni inesplosi ed i loro disumani effetti sulle popolazioni civili, sia sul fronte diplomatico che di cooperazione ed emergenza, come illustrato nel sussidio per le scuole superiori realizzato dalla Campagna Italiana Contro le Mine e distribuito gratuitamente a scuole, università, parrocchie, associazioni e gruppi interessati. In particolare, le iniziative si concentreranno in varie attività per tutto il mese di aprile.

Per interviste:

Giuseppe Schiavello 340.4759230 (direttore Campagna Italiana Contro le Mine Onlus)

www.campagnamine.org                                                                                               

https://it-it.facebook.com/campagna.italianacontromine/

info@campagnamine.org

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



[1]risoluzione A/C.4/60 /1.7/Rev.1 datata 8 novembre 2005

CS – ANVCG

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Roma 20 marzo 2019 – L’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) coordinatrice nazionale della Campagna “Stop alle bombe sui civili” contro l’impiego delle armi esplosive nelle aree popolate, cui aderiscono Campagna Italiana Contro le Mine e Rete Italiana per il Disarmo, lancia quest’oggi in Italia un appello ai parlamentari di Camera e Senato per denunciare le sofferenze umane causate dell’impiego delle armi esplosive nelle aree popolate.

L’iniziativa è frutto della partecipazione dell’ANVCG alla Rete International Network on Explosive Weapons INEW sul tema, per richiedere urgentemente il sostegno del nostro paese all’adesione di una dichiarazione politica internazionale per proibire l’uso delle armi esplosive con effetti a largoraggio e azioni di assistenza alle vittime e alle comunità colpite dalla violenza esplosiva. Analoghe iniziative, infatti, saranno lanciate dai membri della rete in tutto il mondo, per raccogliere quante più possibili adesioni dai membri dei parlamenti.

“Affrontare con urgenza e determinazione il grave problema umanitario determinato dal massivo uso di ordigni esplosive in aree abitate non può essere ulteriormente rinviato dichiara Giuseppe Castronovo, cieco civile di guerra e Presidente dell’ANVCG: con questo appello chiediamo ai membri del nostro Parlamento di schierarsi a fianco delle vittime civili dei conflitti nel mondo”.

“Nel 2018 il 70% delle vittime delle armi esplosive sono stati civili” spiega Michele Corcio, VicePresidente Nazionale dell’ANVCG “e la percentuale sale al 90% quando queste armi sono usate nelle zone urbane. L’iniziativa parlamentare non terminerà con la raccolta di firme, anzi: sarà l’inizio di un’azione che, nel corso dei prossimi mesi ci porterà a richiedere un’audizione presso la Commissione Affari Esteri di Camera e Senato allo scopo di tracciare il percorso diplomatico del nostro paese verso l’adozione di una dichiarazione internazionale che limiti e disciplini l’uso delle armi esplosive”.

La campagna “Stop alle bombe sui civili”, è stata lanciata dall’Associazione il 1 febbraio 2018, in occasione della celebrazione della 1 Giornata Nazionale delle Vittime Civili delle guerre e dei conflitti nel mondo (legge 25 gennaio 2017 n. 9), ed ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul grave problema dei danni sui civili causati dall’impiego di armi esplosive nelle aree densamente popolate.

Dati sulla violenza esplosiva nel 2018

• Nel 2018 si sono verificati 3.459 incidenti causati dall’impiego di armi esplosive. Delle 32,102 vittime di questi incidenti, il 70% erano civili.
• Nei casi in cui le armi esplosive sono state usate in aree popolate, il 90% delle vittime sono civili. La percentuale scende al 20% in altre aree.

  • L’91% di tutte le vittime civili risulta essere stata colpita in aree popolate.
  • Sebbene nel 2018 ci sia stato un decremento del numero delle vittime civili in termini assoluti rispetto al 2017, in alcuni paesi il numero delle vittime della violenza esplosiva è aumentatorispetto all’anno precedente
  • Siria, Afghanistan, Yemen, Iraq e Pakistan registrano il più alto numero di vittime nel 2018
  • Alcuni tra paesi tra i più colpiti hanno registrato un aumento significativo delle vittime civili rispetto all’anno precedente: Afghanistan del 37%, Yemen dell’8% e Libia del 140%

• Gli incidenti da impiego di armi esplosive si sono verificati in 64 paesi, cinque in più rispetto al 2018

INFORMAZIONI GENERALI

INEW è una rete internazionale di organizzazioni non governative che ha come scopo quello dimettere fine alle sofferenze umane causate dall’impiego delle armi esplosive nelle aree popolate.

Costituitasi nel 2011, oggi conta ben 37 associazioni e organizzazioni non governative da tutto il mondo.

INEW chiede agli stati e agli altri attori rilevanti di riconoscere che l’impiego di armi esplosive nelle aree popolate può causare gravi danni alle persone e alle comunità e ulteriori sofferenze dovute al danneggiamento delle infrastrutture vitali; battersi per contrastare tali conseguenze e sofferenze in ogni situazione, rivedere e rafforzare le politiche e le pratiche internazionali sull’uso delle armie splosive e raccogliere e mettere a disposizione i dati rilevanti sul fenomeno; impegnarsi per la piena attuazione dei diritti delle vittime e dei sopravvissuti; elevare il livello degli standard internazionali, prevedendo la proibizione e la restrizione sull’uso delle armi esplosive nelle aree popolate.

Nel 2017 INEW ha lanciato la campagna internazionale “Stop bombing towns and cities”, con iltriplice scopo di incrementare la conoscenza e la consapevolezza dei danni causati dalle armi esplosive usate nelle aree popolate; formulare raccomandazioni agli Stati o agli attori non Statali ritenuti importanti per la causa affinché adottino politiche nazionali e standard internazionali per limitare i danni causati dalle armi esplosive e pianificare attività di sensibilizzazione e di pressione politica da parte delle organizzazioni della società civile, incluse ricerche, incontri con rappresentati istituzionali e parlamentari, campagne pubbliche e sviluppo di materiale di comunicazione per imedia. La campagna internazionale è coordinata in Italia dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra e ne fanno parte Campagna Italiana contro le Mine e Rete Italiana per il Disarmo.

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Per ulteriori informazioni:
Sara Gorelli
Email: sara.gorelli@anvcg.it

Tel: 06/5923141 – 3382783904

www.inew.org     www.anvcg.it

Presidenza Nazionale

Via Marche, 54 – 00187 Roma Tel. +39 06 5923141/2
Fax +39 06 5921860

E-Mail: info@anvcg.it
Pec: postacertificata@pec.anvcg.it C.F. 80132750581

 

Convenzione per la messa al bando delle mine antipersona

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Roma (1° marzo 2019): oggi si celebra il XX anniversario dell’entrata in vigore della Convenzione per la messa al bandodelle mine antipersona (APMBC). Diverse iniziative avranno luogo a Ginevra per celebrare la ricorrenza. Presso le NazioniUnite di Ginevra, la mattina del 1 marzo, si terrà l’evento “20 Years of Protection: Celebrating the Entry Into Force of the AP Mine Ban Convention”a cui interverrà come relatrice principale l’Alto Commissario per i Diritti Umani delleNazioni Unite Michele Bachelet, per discutere di come affrontare i bisogno dei sopravvissuti ad incidenti da mina e ordigni inesplosi da una prospettiva che sia basata sui loro diritti e di come garantire in maniera effettiva la bonifica delle zone inquinate per garantire un rientro sicuro agli sfollati ed ai profughi.

In serata si svolgerà una cerimonia sul lago di Ginevra organizzata dalla Implementation Support Unit della Convenzioneper la messa a bando delle mine antipersona e dalla Norvegia, che attualmente ricopre l’incarico di presidenza della Convenzione. Per l’occasione il famoso Jet d’Eau sarà illuminato di blu e il principale ponte della città, il Pont du Mont- Blanc sarà decorato, fino al 3 marzo, con le bandiere decorate con il logo della Convenzione di messa al bando delle mine.

Il 1° marzo inoltre verrà dato ufficialmente il via alla “Road to Oslo” verso la 4 Conferenza di Revisione della Convenzione,che si svolgerà ad Oslo dal 25 al 29 novembre p.v. La Conferenza di Revisione è uno degli strumenti diplomatici previstidalla Convenzione, in cui i 164 Stati membri si riuniscono per “rivedere l’operatività e lo stato di applicazione di questa convenzione” come da art 12 della Convenzione;

Molto è stato fatto in termini di universalizzazione della Convenzione, con oltre l’80% dei paesi del mondo che sono diventati Stati Parte, bonifica dei territori minati, distruzioni delle scorte negli arsenali e assistenza alle vittime. Resta ancora del lavoro da fare come garantire fondi adeguati per l’Assistenza alle Vittime e promuovere i diritti deisopravvissuti, oltre che riportare l’attenzione al fatto che l’uso di mine antipersona, compresi gli ordigni esplosiviimprovvisati (IEDs) è assolutamente inaccettabile da parte di chiunque e ovunque venga compiuto, e che dovrebbe essere fortemente condannato e fermato, in quanto costituisce un crimine per il diritto umanitario internazionale.

“L’obiettivo a cui tutti noi stiamo lavorando è quello di raggiungere entro il 2025 un mondo libero dalle mine, cruciale in questo senso è il ruolo degli Stati. In particolare, il nostro paese, potrebbe dare un contributo sul contrasto a questiordigni sul campo finanziario, attraverso l’approvazione definitiva del disegno di legge S1 “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappoli” che rinviato ad ottobre 2017 alle Camere dal Presidente della Repubblica Mattarella, è ad oggi in Commissione Finanze e tesoro (VI) delSenato” dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine “ oltre alle cerimonie di celebrazione, un modo concreto per onorare questi 20 anni di impegno, sarebbe quello di approvare questo disegno di legge, espressione di coerenza etica e morale con la volontà espressa dagli italiani di mettere al bando questi ordigni e porre fine alle sofferenze che provocano alle popolazioni civili anche dopo la fine dei conflitti. Arrivare alla Conferenza di Revisione di Oslo con l’approvazione della legge sarebbe un grandissimo risultato, e l’Italia ancora una volta avrebbe da proporre una buona pratica agli altri paesi europei nell’ambito della Mine Action”. conclude Schiavello.

Per interviste:
Giuseppe Schiavello: 3404759230
g.schiavello@campagnamine.org

Produzione e commercio di armamenti

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Venerdì 1 marzosi terrà a Roma presso il Palazzo dei Gruppi Parlamentari (via di Campo Marzio, 78) il convegno “Produzione e commercio di armamenti: le nostre responsabilità”.
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Il convegno, promosso dalla Commissione Globalizzazione e Ambiente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Fondazione Finanza Etica, Movimento Politico per l’Unità e Movimento dei Focolari, Pax Christi Italia, Rete Italiana per il Disarmo, Ufficio Nazionale per i Problemi sociali e il Lavoro e dall’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso della C.E.I., intende favorire un ampio confronto tra rappresentanti del governo e delle istituzioni, parlamentari, associazioni di categoria, delle Chiese e della società civile sul tema della produzione e del commercio italiano di armamenti con particolare attenzione al ruolo ed alle funzioni di ciascun attore ed alle responsabilità nel controllo di questo settore.
La prima sessione del mattino (ore 10.30-11.30) è dedicata a presentare la posizione delle Chiese e delle associazioni impegnate nella promozione della pace e del disarmo riguardo alla produzione e al commercio di armamenti. La sessione dal titolo “Le Chiese, le associazioni e gli armamenti: l’ecumenismo e l’impegno sociale per la pace”sarà introdotta da Aurora Nicosia(Direttore del mensile “Città Nuova”) e vedrà gli interventi di don Bruno Bignami (Direttore dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI), Antonella Visintin (Coordinatrice della Commissione GLAM della Federazione Chiese Evangeliche), Francesca Chiavacci(Presidente ARCI) e Maurizio Simoncelli(Vicepresidente IRIAD).
La seconda sessione del mattino(ore 11.30-13.00), con la tavola rotonda dal titolo “Produzione ed esportazione di armamenti: quali responsabilità?”, intende promuovere un confronto tra rappresentanti del governo, delle istituzioni, delle aziende, degli istituti bancari, delle Chiese e delle associazioni della società civile.
Al dibattito, introdotto e moderato dal giornalista Umberto De Giovannangeli (“The Huffington Post – Italia”), interverranno, per il Governo, l’on. Manlio Di Stefano(Sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale), l’on. Guido Crosetto(Presidente della Federazione delle Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza – AIAD), mons. Arrigo Miglio(Presidente della Conferenza Episcopale Sarda), il Pastore Battista Herbert Anders (per la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia), Nicoletta Dentico(Vicepresidente della Fondazione Finanza Etica) e Francesco Vignarca(Coordinatore nazionale della Rete italiana per il disarmo). Da confermare gli interventi di rappresentanti del settore bancario e dei sindacati dei lavoratori.
Nel pomeriggio, la prima sessione(ore 14.45-16.45) sarà una tavola rotonda dal titolo “Le esportazioni di sistemi militari italiani e il caso dell’Arabia Saudita”, nella quale si esamineranno le questioni relative alle esportazioni di sistemi militari italiani con particolare riferimento alle forniture di armamenti all’Arabia Saudita offrendo un ampio confronto tra parlamentari europei e italiani, rappresentanti dei lavoratori, delle Chiese e delle associazioni della società civile. La tavola rotonda, alla quale ha assicurato un intervento il Ministro della DifesaElisabetta Trenta (o, in caso di impedimento, un suo rappresentante) vedrà la partecipazione degli europarlamentare Elly Schlein(S&D) eRenato Soru(S&D), di mons. Giovanni Ricchiuti(Presidente di Pax Christi Italia), Gianni Rufini(Direttore di Amnesty International Italia), Arnaldo Scarpa(Comitato Riconversione RWM) e di Giorgio Beretta(Osservatorio OPAL di Brescia). Sono stati invitati a partecipare i rappresentanti di tutti i Gruppi Parlamentari del Parlamento italiano e dei sindacati dei lavoratori del Sulcis-Iglesiente della Sardegna. La tavola rotonda sarà introdotta e moderata da Antonio Mira (Caporedattore della redazione romana di “Avvenire”).
La sessione conclusiva(ore 16.45-18.30) dal titolo “Le iniziative delle Chiese e della società civile per una finanza responsabile e per il controllo degli armamenti”intende presentare le numerose iniziative promosse dalla società civile e dalle Chiese, nazionali e nei Paesi europei, per una finanza responsabile nel settore degli armamenti. La tavola rotonda vedrà gli interventi sul tema dell’azionariato critico da parte di Mauro Meggiolaro(Fondazione Finanza Etica), su ecumenismo e finanza responsabile diTommy Piemonte(Responsabile sostenibilità di Bank für Kirche und Caritas – Germania), per le campagne europee su armamenti e settore bancario di Maaike Beenes(PAX Olanda), per le iniziative ecumeniche in Germania e in Europa di Kiflemariam Gebrewold (Senior Advisor del “Peace & Ecumenical Program” delle Chiese Protestanti del Baden – Germania), per le campagne italiane e internazionali sulle armi nucleari di Lisa Clark (Campagna “Italia, Ripensaci” partner italiana di ICAN e Mayors for Peace) e per le iniziative italiane nel settore finanza e armamenti di don Renato Sacco(Campagna di pressione alle “banche armate”). Conduce la sessione Emanuele Isonio (Redattore di “Valori”).
Le conclusioni del convegno sono affidate ai giornalisti Carlo Cefaloni(Movimento dei Focolari) e Claudio Paravati(direttore di Confronti).
A quasi trent’anni dall’entrata in vigore della legge n. 185 del 9 luglio 1990 che ha introdotto nel nostro Paese “Nuove norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”il Convegno rappresenta un’occasione di approfondimento e di confronto tra i diversi attori in considerazione del mutato scenario internazionale che pone nuove sfide alla sicurezza comune, alla stabilità di diverse regioni ed alla pace.

ATTENZIONE:

1) Per partecipare all’evento E’ D’OBBLIGO registrarsi INVIANDO QUESTO MODULO entro il * 24 FEBBRAIO 2019 *

2) E’ d’obbligo per gli uomini indossare la giacca

3) E’ d’obbligo esibire il documento di riconoscimento

4) L’accesso in Sala è consentito fino al raggiungimento della capienza massima

Ancora mine nel Mozambico

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Il 22 gennaio scorso si è verificato un incidente da mina presso il villaggio di Mandza, Massavane Township, Jangamo District della Provincia Inhambane in Mozambico.

La vittima è un ragazzo di 16 anni Jaime Carlos Chauque, studente della scuola superiore di Guicatuno – Jangamo. Jaime si trovava nei campi con i genitori quando con la zappa ha urtato una mina. Il ragazzo, ricoverato presso l’ospedale provinciale di Inhambane non è in pericolo di vita, ma ha perso la vista dall’occhio destro ed ha riportato ferite sul volto causate dalle schegge. Per il giovane è a rischio anche l’anno scolastico che inizierà il prossimo 5 febbraio.

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Da quando il Mozambico è stato dichiarato libero dalle mine (2017), i colleghi del Landmines Victims Assistance Network RAVIM, hanno sempre sostenuto la necessità di continuare con la campagna di sensibilizzazione e di educazione al rischio mine, focalizzandosi nelle scuole di alcune province e distretti particolarmente critici, ma purtroppo nessun donatore ha voluto supportare l’attività.

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L’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra ONLUS è lieta di invitarvi al convegno ”La protezione dei civili nei conflitti contemporanei: sfide e prospettive”, 8 febbraio 2019 – ore 11 – Museo delle Civiltà – Museo Preistorico Etnografico ” Luigi Pigorini”, Piazza Guglielmo Marconi 14 Roma.

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Newsletter Natale 2018

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L’angolo del Direttore

Bilanci di fine anno

Care amiche e cari amici della Campagna Mine,

siamo giunti all’ultimo numero della nostra newsletter per il 2018. Attraverso i nostri articoli e le interviste vi abbiamo raccontato passo dopo passo, con l’aiuto di Daria, Ginevra, Tibisay e di tutti gli amici che hanno scritto anche solo un pezzo e via, quello che abbiamo fatto, le nostre attività, i viaggi e il nostro impegno per un mondo che sappia tutelare i Diritti Umani e difendere la dignità della vita.

Vi abbiamo dovuto raccontare purtroppo che si è continuato ad usare mine antipersona (dati relativi fino al mese di mese di ottobre 2018)[1]da parte delle forze governative del Myanmar, paese che, ricordiamo, non è parte della Convenzione di Ottawa.

Anche gruppi armati non statali hanno utilizzato mine antipersona in 8 paesi: Afghanistan, Colombia, India, Myanmar, Nigeria, Pakistan, Tailandia e Yemen.

Vi abbiamo riportato l’impiego di munizioni cluster da parte delle forze del governo siriano con il supporto della Russia nello scorso anno, e che anche in Yemen è proseguito l’impiego di munizioni cluster da parte della coalizione guidata dall’Arabia Saudita, anche se abbiamo potuto parlare di una significativa diminuzione di attacchi riportati.

Ma il 2018 ci lascia anche delle notizie positive a livello internazionale sia per la Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM) sia per la Convenzione di Ottawa per la messa al bando delle mine antipersona.

Abbiamo potuto darvi infatti la notizia dell’aumento del numero degli Stati Parte alla Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM), che è salito a 104, mentre quello degli Stati che hanno aderito al Trattato di messa al bando delle mine è salito a 164.

Ma una delle novità che abbiamo diffuso con più soddisfazione è stata quella relativa alla diminuzione dei finanziamenti ad aziende produttrici di munizioni cluster nel mondo. Ormai lo sapete, per noi questo è un tema fondamentale, su cui ci stiamo spendendo da circa un decennio: non basta contrastare l’uso delle armi inumane quali mine e cluster solo sul terreno diplomatico attraverso l’universalizzazione dei trattati di messa al bando ed il monitoraggio del rispetto degli stessi, bisogna anche istruire l’opinione pubblica ad una coerenza etica e morale di base, che impedisca il sostegno finanziario, spesso  inconsapevole,  di aziende produttrici di morte, solo perché fisicamente su altro territorio lontano da noi e perché la complessità della filiera degli investimenti rende difficile un controllo . La continua attività di sensibilizzazione che si sta promuovendo a livello mondiale è volta   a rendere più consapevoli gli investitori sta dando i risultati sperati. Due delle aziende produttrici americane, la Textron e la Orbital ATK, hanno interrotto la produzione delle munizioni cluster bandite dalla Convenzione di Oslo, conseguentemente il livello di investimenti finanziari è sceso a 9 miliardi di dollari americani dai 31 precedentemente registrati

A livello nazionale sempre in questo settore vi abbiamo raccontato tutti i passi del disegno di legge S1 “Misureper contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo” e sapete che ha ripreso il suo iter presso la Commissione Finanze del Senato, e noi speriamo veramente che la sua approvazione definitiva sia la prima buona notizia che vi daremo il prossimo anno.

Ultimo aggiornamento del 2018, ma non per importanza, che vorrei ricordare, ve l’abbiamo dato il 5 ottobre quando è stato annunciato il conferimento del Premio Nobel per la Pace a Nadia Murad ed al dott. Denis Mukwege “per i loro sforzi per porre fine all’uso della violenza sessuale come arma di guerra nei conflitti armati”.

Il prossimo 10 dicembre ci sarà la Cerimonia di consegna del Premio e siamo certi che la notorietà e l’attenzione che questo prestigioso riconoscimento contribuirà non solo a proteggere e tutelare le popolazioni civili durante i conflitti, ma anche a supportare le sopravvissute nel raggiungere il riconoscimento dei propri diritti e più in generale a promuovere una cultura dei Diritti Umani e della Sicurezza Umana a cui, seppur da angolazioni diverse stiamo lavorando anche noi.

Vi lascio ora agli articoli di Daria, Ginevra e Marianna che ci daranno uno spaccato di quanto accaduto a New York in occasione del First Committee, ci racconteranno dell’impegno dell’associazione Pax, membro insieme a noi della CMC, sul disinvestment e ci descriveranno l’incontro di Jody Williams con la città di Bolzano.

Prima di augurarvi la consueta buona lettura però, vi auguro da parte mia e di tutto lo staff della Campagna Mine Buon Natale ed un felice anno nuovo, soprattutto che sia un anno che porti il silenzio delle armi, sostituito con il vocio festoso di una pace ritrovata, che sostituisca alla distruzione la  ricostruzione delle città. Un anno in cui siano più le mani tese per aiutare che quelle allungate per chiedere. Insomma, un anno migliore, ma per tutti. Un anno pieno di umanità.

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[1]Landmine Monitor Report 2018 ed. International Campaign to Ban Landmines