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PAESE SENZA PACE

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AFGHANISTAN, SEI BAMBINI UCCISI DALLO SCOPPIO DI UNA MINA

Nessuno ha immediatamente rivendicato la responsabilita’ dell’attacco, ma il governatore incolpa i talebani affermando che gli insorti hanno piantato la mina per colpire i funzionari e le forze di sicurezza afghani

28 dicembre 2017 – Sei bambini sono rimasti uccisi per lo scoppio di una mina lungo una strada della provincia settentrionale afgana di Balkh.

Il governatore del distretto di Dawlat Abad, Mohammad Karim, ha spiegato oggi che la mina e’ esplosa ieri uccidendo sei pastorelli di eta’ comprese tra gli otto e i dieci anni. Nessuno ha immediatamente rivendicato la responsabilita’ dell’attacco, ma Karim incolpa i talebani affermando che gli insorti hanno piantato la mina per colpire i funzionari e le forze di sicurezza afghani.

L’afghanistan ha il piu’ alto numero di vittime di mine nel mondo che insieme ad altri tipi di bombe piazzate sui cigli della strada uccidono o feriscono circa 140 persone ogni mese.

Attacco anche a Kabul

Intanto almeno quattro persone sono rimaste uccise e altre 6 ferite in un’esplosione avvenuta nei pressi di una moschea e di un’agenzia stampa a Kabul, capitale dell’Afghanistan. “Non sappiamo ancora quale fosse l’obiettivo dell’attacco, nei pressi c’è una moschea e una agenzia stampa”, ha detto il portavoce del ministero degli Interni, Najib Danish.

CS – Landmine Monitor Report 2017

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Comunicato stampa

Landmine Monitor Report 2017: cresce il numero delle vittime nelle zone di conflitto

Roma (14 dicembre 2017): viene presentato oggi il Landmine Monitor 2017, il report giunto alla sua 19° edizione, che focalizzandosi sui dati raccolti per l’anno 2016 (e dove possibile fino al novembre 2017) fotografa lo stato dell’arte sull’adempimento degli obblighi contenuti nel Trattato di Messa al Bando delle Mine, divenuto legge internazionale nel 1999.

A vent’anni dall’apertura alla firma del Trattato di Ottawa questi ordigni vengono ancora utilizzati in Afghanistan, Libia, Ucraina e Yemen, provocando un aumento degli incidenti da mina, da ordigni inesplosi e da residuati bellici (ERW).

Il Landmine Monitor 2017 ha registrato 8.605 incidenti da mina di cui 2,089 mortali.

La notizia positiva è che nel 2016 è aumentato il sostegno economico da parte dei donatori internazionale per le attività di Mine Action (Bonifica umanitaria, Assistenza alle Vittime, Educazione al Rischio, Distruzione degli stock, Monitoraggio ed Advocacy). Rispetto al 2015 c’è stato un aumento dei fondi dedicati pari a $85.5 milioni di dollari, grazie alle donazioni effettuate da 32 donatori per un totale di $479.5 milioni di dollari da distribuire su 40 paesi e 3 aree. Grazie anche ai contributi che gli stessi paesi affetti dalle mine hanno fornito ai propri programmi nazionali, il totale dei fondi destinati alla Mine Action a livello internazionale è stato di $564.5 milioni di dollari, che corrisponde ad un aumento circa di $40 milioni rispetto al 2015.

Nel periodo analizzato dal Report è continuato l’intenso lavoro di bonifica, sono stati sminati 170 km2 di terre inquinate e distrutte più di 232.000 mine.
Nel 2017 due paesi, l’Algeria ed il Mozambico, hanno terminato le attività di bonifica dichiarandosi liberi dalle mine.

Tra i 61 paesi e le aree che si sanno essere inquinati da mine, 33 sono Stati Parte al Trattato di Messa al Bando delle Mine. Il Trattato obbliga a bonificare le zone minate in 10 anni, ma solo 4 di questi paesi sembra riusciranno a rispettare la loro deadline: Cile, Mauritania, Perù e Repubblica Democratica del Congo.
Altri come Angola, Equador, Iraq, Tailandia e Zimbabwe sono in attesa che venga approvata, in occasione del 16 Meeting degli Stati Parte che si terrà a Vienna (18-21Dicembre 2017) la richiesta di prolungare il tempo a loro disposizione per ultimare le attività di bonifica.

L’Ucraina rappresenta un duplice caso di violazione del Trattato poiché non ha rispettato il termine entro cui avrebbe dovuto ultimare le attività di sminamento, ovvero 1 giugno 2016, senza neanche aver chiesto una proroga, e per non aver rispettato il termine ultimo per la distruzione degli stock.

Tra il mese di ottobre del 2016 ed il mese di ottobre del 2017, le forze governative, sia del Myanmar che della Siria, hanno utilizzato mine antipersona.
Durante il periodo preso in considerazione dal Report inoltre gruppi armati non statali hanno fatto uso di questi ordigni in 9 paesi: Afghanistan, India, Iraq, Myanmar, Nigeria, Pakistan, Siria, Ucraine e Yemen.

La notizia positiva e recentissima, è rappresentata dall’accesso effettuato al Trattato di Messa al Bando delle Mine da parte dello Sri Lanka (14 dicembre 2017) portando il numero degli Stati Membri a 163.

Le notizie riportate nel Landmine Monitor 2017 lanciato oggi dalla International Campaign to Ban Landmines (ICBL) dimostrano come il lavoro da portare avanti per ottenere un mondo libero dalle mine entro il 2025 sia ancora molto lungo ed impegnativo” dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro

le mine (CICM) “Soprattutto dimostra come l’impegno degli attori coinvolti vada profuso in diversi campi, tra questi anche quello delle speculazioni finanziarie. Per questo motivo avremmo voluto presentarci al 16 Meeting degli Stati Parte, che si svolgerà a Vienna, con la legge S 57 bis “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e sub-munizioni a grappolo” approvata dopo il rinvio alla Camere da parte della Presidenza della Repubblica. Invece lo scioglimento anticipato delle Camere non ne permetterà la definitiva approvazione. Abbastanza avvilente che una delle poche leggi votate all’unanimità non sia riuscita a concretizzarsi in legge dello Stato. A nostro avviso sarebbe stato il caso di chiedere l’urgenza ai sensi dell’art 77 del regolamento del Senato. Questa dovrebbe, per dignità, essere la prima legge approvata nella prossima legislatura. Nessuna scusa, noi non ci arrendiamo” conclude Schiavello.

Per interviste:
Giuseppe Schiavello 3404759230

Per mappe e materiale fotografico: Tibisay Ambrosini 3481049619 t.ambrosini@campagnamine.org

Newsletter n.5

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Care lettrici e cari lettori,

con questo numero della newsletter chiuderemo il 2017 e per questo motivo lo abbiamo voluto rendere un po’ speciale.

Mi sono “intrufolata” nell’angolo del Direttore perché lui è stato chiamato a dare voce agli oltre vent’anni di storia, di sfide e di successi della Campagna Mine nell’intervista che ha svolto per noi Ginevra nella sua rubrica I volti della Campagna. L’occasione dell’intervista è nata dal voler celebrare il XX anniversario del Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine e del Premio Nobel per la Pace assegnato nell’ottobre del 1997 a Jody Williams ed alla International Campaign to ban Landmines (ICBL) proprio per aver raggiunto tale traguardo.

Chi ci conosce ormai sa bene però che non restiamo fermi sulle celebrazioni dei risultati passati, ma che abbiamo sempre lo sguardo rivolto al futuro, prossimo o lontano che sia e se volete sapere cosa ci riserba il nostro domani arrivate fino alla fine dell’intervista al Dott. Schiavello.

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Mine, approvare in fretta lo stop ai finanziatori

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Sanare subito il vulnus costituzionale nella legge che vieta il finanziamento della produzione di mine antipersona e munizioni a grappolo. In fretta. Prima che la sessione di bilancio e lo scioglimento delle Camere la faccia saltare in aria. Ong e società civile, che da set- te anni seguivano l’iter travagliato del testo, ora lan- ciano un appello pressante al Parlamento perché cor- regga e approvi – rapidamente e una volta per tutte – il testo che il Quirinale ha rinviato ai legislatori, do- po il sì conclusivo alla Camera del 6 ottobre: 389 sì, 3 astenuti, nessun no. Una lettera della Campagna ita- liana contro le mine sta arrivando nelle caselle di tut- ti i parlamentari. Primo passo di un pressing condivi- so da altre realtà, come la Rete italiana per il disarmo e la campagna Banche Armate.

Scarica la pagina dell Avvenire

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CS – Ventanni di Nobel per la pace

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COMUNICATO AI MEDIA – 7 novembre 2017

Venti anni di Nobel per la Pace alla società civile celebrati a Roma

Incontro nella Sala della Protomoteca in Campidoglio con Jody Williams (Coordinatrice Campagna Internazionale contro le Mine Antipersona, Premio Nobel per la Pace 1997) e Beatrice Fihn (Direttrice International Campaing to Abolish Nuclear Weapons, Premio Nobel per la Pace 2017). Presenti anche esponenti della società civile italiana che promuove il disarmo umanitario.

Un evento di celebrazione degli obiettivi raggiunti, ma anche di riflessione sui prossimi passi ancora da compiere. Sono questi gli obiettivi di fondo dell’incontro “Venti anni di Premi Nobel per la Pace alla società civile internazionale per il disarmo” in programma questo giovedì 9 novembre 2017 alle ore 17.00 a Roma (presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio). 

Un appuntamento promosso dalla Rete Italiana per il Disarmo e da Senzatomica, con la collaborazione della Campagna Italiana contro le Mine e dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo, per raccontare gli ultimi venti anni di lavoro della società civile internazionale per il disarmo umanitario. Un periodo che parte dal Premio Nobel per la Pace assegnato nel 1997 alla International Campaign to Ban Landmines (ICBL) per gli sforzi profusi per l’ottenimento del Trattato di Ottawa e che si conclude con il Nobel per la Pace assegnato ad ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons) per il percorso di disarmo delle armi nucleari e il Trattato di messa al bando di tali ordigni.

Ospiti d’eccezione dell’incontro capitolino saranno Jody Williams (la coordinatrice di ICBL ed essa stessa Premio Nobel a livello personale, oltre che coordinatrice della Nobel Women’s Initiative) e Beatrice Fihn, direttrice esecutiva a livello internazionale di ICAN. I loro interventi, introdotti dai rappresentanti delle organizzazioni italiane membri delle due campagne internazionali (Giuseppe Schiavello di Campagna Mine e Daniele Santi di Senzatomica), saranno poi seguiti dalle conclusioni e tracce di lavoro tratteggiate da Fabrizio Battistelli, presidente di IRIAD. Modereranno l’incontro, ricostruendo anche tutte le iniziative e impegni delle associazioni italiane per questo 2017 fondamentale per quanto riguarda il disarmo nucleareLisa Clark Francesco Vignarca della Rete Italiana per il Disarmo.

L’appuntamento di Roma servirà dunque ad individuare e sottolineare le richieste della società civile nazionale ed internazionale a Governo e Parlamento italiani a riguardo delle azioni possibili di disarmo nei confronti di tipologie di armamento altamente problematiche ed inumane come mine anti-persona, munizioni cluster ed ordigni nucleari.

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VOLETE AIUTARCI ?

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VOLETE AIUTARCI ? CONDIVIDETE ARTICOLI ED INFORMAZIONI

Cari amici,
condividere gli articoli sul ddl rinviato alle Camere dal Presidente Mattarella è un modo per aiutarci-davvero- a mantenere alta l’attenzione sulla necessità di farlo approvare entro fine legislatura. Non possiamo consentire il paradosso di avere pene severe in materia e- poi- non avere meccanismi di controllo su possibili investimenti degli intermediari finanziari in mine e cluster bombs banditi dal nostro Paese. Solo l’approvazione della legge in questione ed in questa legislatura ci dirà se questa legge la si voleva davvero oppure no…. se davvero banche, promotori sono come tutti gli altri o se gli si voglia concedere la “zona d’ombra ” che l’assenza di questa legge gli garantirebbe .State con noi, aiutateci ad arrivare a questo traguardo. La società civile conta! E’ il momento di dimostrarlo, è il momento di chiedere pacatamente ma a voce alta … senza se e senza ma…
Leggete e condividete.

http://www.bancaetica.it/blog/disinvestimento-dalle-armi-messe-bando-urgente-confermare-norma-entro-fine-legislatura

CS – Rinvio legge

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Rinvio del Presidente Mattarella alle Camere della Legge “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e sub-munizioni a grappolo”

La Campagna Italiana Contro le Mine e Rete Disarmo: urgente recepire le indicazioni per sanare il vulnus costituzionale indicato dalla Presidenza della Repubblica e votare la legge in questa legislatura.

Lanciato appello ai Presidenti di Camera e Senato ed ai Capigruppo: in base all’art 7 della legge 95/2011 gli intermediari finanziari abilitati già non dovrebbero, dal 4 luglio 2011,  aver fornito supporto finanziario ai produttori di munizioni cluster e sub-munizioni. L’articolo della legge è onnicomprensivo.

***

(Roma, 28 ottobre 2017) –  Ieri , 27 ottobre 2017 Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiesto alle Camere, a norma dell’art. 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla legge: “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e sub-munizioni a grappolo. Dopo un iter travagliato durato 7 anni dalla sua prima presentazione in Senato (2010)  la proposta di legge recante “misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e sub-munizioni a grappolo” è stata votata definitivamente alla Camera dei Deputati  con 389 favorevoli su 393 presenti  0 contrari 3 astenuti.

La legge a prima firma della Senatrice Silvana Amati, “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e sub-munizioni a grappolo” condivisa su base unanime da tutte le forze politiche, risponde alla necessità di meglio definire aspetti legati ad i complessi meccanismi che regolano le attività degli intermediari finanziari  e regola quanto già indicato – in modo più onnicomprensivo- dalla legge di ratifica 95/2011 della Convezione di Oslo,  nell’articolo 7 “Sanzioni”  già indicava tra le attività penalmente perseguibili il supporto finanziario a produzione, stoccaggio commercio ed uso delle bombe cluster.

E’ necessario approvare la legge entro questa legislatura – dichiara Santina Bianchini presidente della Campagna Italiana Contro le Mine – onlus- , perché chiarisce le modalità ed i meccanismi di controllo, la Camera ed il Senato possono variare l’art. 6 comma 2  e ad anche comma 3  rinviando alle pene stabilite dall’art 7. (sanzioni della legge 95/2011) irrogando le medesime pene e stabilendo l’influenza di ciò sui requisiti di onorabilità per i rappresentanti legali dei soggetti abilitati, delle società di gestione del mercato, nonché per i revisori e i promotori finanziari e, per i rappresentanti legali di società quotate. Attendiamo un segnale di volontà politica del Parlamento”. Conclude Santina Bianchini.

“Il comunicato della Presidenza della Repubblica – dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine - indica nella legge 95/2011 anche l’impianto normativo per il quale non si generi, al momento, un vuoto in merito al divieto di supporto finanziario ad attività proibite in base alla ratifica della Convenzione internazionale; ciò implica che gli intermediari finanziari  abilitati  dall’art. 7 legge onnicomprensivo 95/2011 debbano già osservare i divieti meglio definiti dalla legge  rinviata alle Camere che risponde alla chiara necessità di definirne metodi e tempi di adeguamento anche per le autorità di vigilanza e controllo. Ora – aggiunge Schiavello -  senza la legge approvata gli intermediari finanziari rischiano se in possesso di titoli od avendo erogato prestiti mutui, detenendo azioni di produttori di sub-munizioni cluster di essere già in violazione dell’art. 7 della legge  95/2011 così come gli istituti di vigilanza inadempienti rispetto l’obbligo di controllo”.

Il vulnus costituzionale infatti è individuato « … nel comma nell’art. 6, comma 2, della normativa in esame, in contrasto con la finalità dichiarata, determinerebbe l’esclusione della sanzione penale per determinati soggetti che rivestono ruoli apicali e di controllo (per esempio i vertici degli istituti bancari, delle società di intermediazione finanziaria e degli altri intermediari abilitati); per altri soggetti, privi di questa qualificazione, sarebbe invece mantenuta la sanzione penale, che prevede la reclusione da 3 a 12 anni, oltre alla multa da euro 258.228 a 516.456».

La norma a cui fa riferimento il comunicato della Presidenza della Repubblica è l’art 7[1] (Sanzioni)  della Legge 14 giugno 2011, n. 95. Ratifica ed esecuzione della Convenzione di Oslo sulla messa al bando delle munizioni a grappolo, fatta a Dublino il 30 maggio 2008, nonché norme di adeguamento dell’ordinamento interno. Gazzetta Ufficiale n. 153 del 4 luglio 2011.

“Non esistono – continua Schiavello -  molte interpretazioni,  il testo era per la prima volta presentato nel 2010 prima dell’approvazione  della legge 95/2011 nella quale, in ottemperanza ai principi ispiratori della Convezione di Oslo, era stato emendato l’art. 7 (Sanzioni) includendo il supporto finanziario tra i comportamenti penalmente sanzionabili. La legge in oggetto  venne ripresentata nella XVII legislatura  con il testo approvato nella XVI legislatura a prima firma Mogherini ed  includeva anche  l’ex art 5 Sanzioni  poi divenuto art. 6 (quello richiamato per comma 2  dalla Presidenza della Repubblica ndr).

Questo articolo non ha mai subito variazioni dal 2010 semplicemente è sfuggita, agli uffici studi, la sua connessione con le sanzioni penali già determinate dalla legge di ratifica intervenuta nel 2011 e quindi con i profili di incostituzionalità dell’art 3 della Costituzione” conclude Schiavello.

Contatti : Giuseppe Schiavello 340/4759230

CS – APPROVATA LEGGE

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Comunicato stampa

Approvata definitivamente la proposta di legge “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo” 

L’Italia a testa alta si dota di una delle leggi più avanzate in materia

#NOMONEYFORBOMBS

(Roma, 03 ottobre 2017) – Dopo un iter travagliato durato 7 anni dalla sua prima presentazione in Senato (2010)  la proposta di legge recante “misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo” è stata votata definitivamente alla Camera dei Deputati  con 389 favorevoli su 393 presenti  0 contrari 3 astenuti.

La legge a prima firma della Senatrice Silvana Amati, meglio definisce e regola quanto già indicato dalla legge di ratifica 95/2011 della Convezione di Oslo,  che all’articolo 7 “Sanzioni”  già indicava tra le attività penalmente perseguibili il supporto finanziario a produzione, stoccaggio commercio ed uso delle bombe cluster.

La legge prevede di fatto il divieto degli investimenti finanziari a favore di industrie che producono in Paesi terzi vietando, totalmente, a intermediari finanziari e creditizi, a fondazioni e a fondi pensione, di finanziare società che – direttamente o avvalendosi di società controllate o collegate – svolgono attività di costruzione, sviluppo, assemblaggio, riparazione, conservazione, ricerca tecnologica, utilizzo, stoccaggio, detenzione, promozione, vendita, distribuzione, importazione, esportazione e trasporto di mine anti-persona e di munizioni a grappolo o anche solo di parti di esse.  Definendo, inoltre, le modalità di verifica e controllo da parte degli organismi di vigilanza. In particolare, all’art 2, si prescrive che entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento, gli organismi di vigilanza  emanino, di concerto tra loro, apposite istruzioni per l’esercizio di controlli rafforzati sull’operato degli intermediari abilitati. Nel medesimo termine, essi provvedono a istituire l’elenco delle società operanti nei settori individuati dall’articolo 1, indicando l’ufficio responsabile della pubblicazione annuale del medesimo elenco.

Presentata per la prima volta al Senato nel 2010 la proposta oggi approvata era -nella  XVI legislatura- stata bloccata in Commissione Finanze a Presidenza del Sen Baldassarre e  presentata nello stesso periodo   anche alla Camera C. 5407 (  Mogherini Federica)  Approvata dalla Commissione Finanze in sede deliberante il 18 dicembre 2012,  il passaggio al Senato fu impedito dal termine anticipato della  legislatura.

L’attuale proposta di legge approvata, ha recepito molte indicazioni elaborate dall’attività durante i lavori della V Commissione Finanze del Senato ( XVII Leg)  e connesse alla funzione di compliance in relazione ai divieti previsti dal provvedimento. Approvata nella medesima Commissione in sede deliberante nell’ottobre 2016  è passata alla Commissione Finanze della Camera in sede referente ove ha trovato l’accordo di tutti i gruppi i politici ed è stata deliberata   all’unanimità il 12 aprile 2017.   Calendarizzata in aula della Camera dei Deputati il  2-3 ottobre 2017 è stata approvata definitivamente.

“Abbiamo seguito le dichiarazioni e la discussione che precede la votazione e ci ha, anche per i riconoscimenti ed i riferimenti al nostro lavoro,  ampliamente ripagato dell’estenuante impegno dedicato in questi anni, in modo particolare nell’ultimo, a promuovere e sostenere questa proposta di legge – dichiara Giuseppe Schiavello- “L’elenco delle  persone da citare è lungo ma,  in primis,  vogliamo ringraziare la Senatrice Silvana Amati che in questi anni e lungo le 2 legislature ha promosso questa e molte altre iniziative parlamentari tese a lenire e limitare l’impatto di queste armi sulle popolazioni civili -continua Schiavello -un argomento che ha sempre trovato il sostegno di tutte le forze politiche e di molti parlamentari ma, soprattutto di molte persone comuni”. “Oggi più che mai la ns associazione è lieta di non annoverarsi tra quelle organizzazioni che  «archiviano» le campagne per poi riscoprirle ,con un comunicato stampa,  un minuto prima dell’approvazione di una legge” – conclude Schiavello.

“La Campagna Italiana Contro le Mine ha- sempre- continuato a credere che fosse possibile raggiungere questo risultato  lavorando a testa bassa e non stancandosi di informare e chiedendo  ai nostri parlamentari un passo coraggioso in termini di precedente legislativo, sono stati  10 mila i cittadini che hanno sottoscritto l’appello on line NOMONEY4BOMBS della Campagna Italiana Contro le Mine per supportare l’Iter di questa proposta di legge li contatteremo uno per uno per informarli e ringraziarli – dichiara Santina Bianchini Presidente della Campagna Italiana per la Messa al Bando delle Mine

Vogliamo esprimere un apprezzamento a tutti i gruppi parlamentari che hanno reso possibile uno straordinario unanime risultato e per il lavoro svolto nell’iter della proposta di legge  , al Presidente della Commissione Finanze del Senato Sen. Mauro Maria Marino ed  relatore Sen. Federico Fornaro, al Presidente della Commissione Finanze On.le Maurizio Bernardo della Camera ed al Relatore On.le Federico Ginato relatore in Commissione Finanze  ed in aula della Camera; a tutti i capi gruppo per aver consentito la calendarizzazione nell’aula della Camera prima della fine della legislatura. Al Sottosegretario Benedetto della Vedova in qualità di Presidente del Comitato Nazionale per le Azioni Umanitarie Contro le Mine (CNAUMA)   per aver sostenuto l’avanzamento della proposta.

Infine, ma non meno importante La Campagna Italiana vuole ringraziare la dottoressa Alessandra Viscovi già direttore di Etica SGr (Banca Etica) oggi responsabile Area Education di ALTIS e advisor  sulla finanza sostenibile per l’impagabile supporto dedicato, sin dall’inizio, a questa proposta di legge in tutti i ruoli che ha rivestito e riveste; L’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra ANVCG nella persone del Presidente ed avvocato Giuseppe Castronovo e del Segretario Generale Avv. Roberto Serio che hanno convintamente  aderito attraverso l’impegno diretto dell’ANVCG e con la forza di un’associazione che di ferite a danno dei civili è testimone indiscussa alla promozione di un rapido iter di approvazione. I giornali Mosaico di Pace e Nigrizia tra i primi ad aderire alla Campagna NOMONEY4BOMBS e la Rete Italiana per il Disarmo coordinata dal dottor Francesco Vignarca di cui la Campagna italiana è parte.

INFORMAZIONI  GENERALI

Il rapporto “Worldwide investements in cluster munitions a shared responsability” 2017 dall’associazione PAX (ONG con sede nei Paesi Bassi membro della Cluster Munition Coalition) ci dice che i 31 miliardi di dollari di investimenti sono stati accordati principalmente a sei aziende che producono munizioni a grappolo. Tra le sei, due società si trovano in Cina (Cina Aerospace Science and Industry e Norinco), due in Corea del Sud (Hanwha e Poongsan) e due negli Stati Uniti (Orbital ATK e Textron).

**www.campagnamine.org

Per interviste: Giuseppe Schiavello 340/4759230

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Giuseppe Schiavello

Direttore Nazionale ItCBL

Sede Via di Novella, 22 -00199 Roma

cell.0039 340.4759230 –

contatto skype : schiavellog

www.campagnamine.org

www.icblcmc.org

http://www.stopexplosiveinvestments.org/

 

ATT MONITOR REPORT 2017

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La terza edizione dell’ATT Monitor Report è stata presentata lo scorso 11 settembre. La pubblicazione, prevista come strumento di monitoraggio del Trattato sul Commercio delle Armi (ATT)[1]  si compone di 4 sezioni: trasparenza – importazione ed esportazione di armi – implementazione del Trattato – ATT Monitor Risk Watch ( uno strumento sviluppato all’interno del Monitor Report per cercare di favorire la presa di decisioni sul trasferimento di armi basate su informazioni valide ottenute tramite la raccolta e l’analisi di dati e informazioni su rischi identificati nell’ATT) e prende in considerazione il periodo che va dal mese di giugno 2016 al mese di maggio 2017. L’edizione del 2017 è dedicata in modo particolare al tema della trasparenza  nel commercio delle armi ed in particolare all’interno dell’ATT.

Per scaricare il Report completo clicca qui http://armstreatymonitor.org/en/wp-content/uploads/2017/09/EN-ATT_Monitor-Report-2017_ONLINE-1.pdf

 



[1] Il Trattato sul Commercio delle Armi è stato adottato ad aprile 2013 ed è entrato in vigore il 24 dicembre 2013.

Attualmente gli Stati Parte sono 92 (7 dei quali lo sono divenuti durante il periodo che va dal 1 giugno 2016 al 31 maggio 2017).