All posts by Lia Morese

Secretary – General’s Message

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Decades ago, millions of landmines were buried in countries across the world. From Cambodia to Mozambique, in Angola and in Afghanistan, thousands of lives were lost, with others altered forever because of one unlucky step. The outcry by civil society in the early 1990s drove the multilateral system to take a stand against the use of anti-personnel mines, leading to the Mine Ban Convention of 1997 and other crucial frameworks. Today, many countries have declared themselves mine free – with others well on the way.

Now, the world is facing a daunting pandemic. The dangers posed by COVID-19 are forcing every country, and every person, to take steps that would have seemed unimaginable mere weeks ago. It is for this reason that this year’s observance of the International Day for Mine Awareness has been scaled back. The football tournaments, due to take place on land cleared of explosive ordnance, have been cancelled; the events aimed at bringing together the mine action community will take place virtually, if at all.

Yet, even in the midst of an unprecedented crisis, we cannot let this Day go unnoticed, nor can we allow the rights of persons with disabilities to go unacknowledged. Mines, explosive remnants of war and improvised explosive devices threaten some of the most vulnerable people in society: women traveling to markets, farmers herding cattle, humanitarian workers trying to reach those most in need.

Moreover, the achievements of the mine action community show that, in working together, we can reach milestones once seen as impossible – a timely message for our efforts today to suppress transmission of the pandemic.

So let us remember the people living under the shadow of explosive ordnance, from Syria to Mali and elsewhere. As many people around the world work safely from home, they will remain exposed and vulnerable. And, when the world emerges from today’s crisis, they will continue to need our support.

António Guterres

https://www.un.org/en/observances/mine-awareness-day/messages 

Traduzione non ufficiale

Decenni fa, milioni di mine antipersona sono state sepolte in vari paesi del mondo. Dalla Cambogia al Mozambico, in Angola e in Afghanistan, migliaia di vite sono state perse, e altre cambiate per sempre a causa di un passo sfortunato. Le proteste della società civile nei primi anni ’90 hanno spinto il sistema multilaterale a prendere posizione contro l’uso di mine antipersona, portando alla Convenzione per la Messa al Bando delle Mine del 1997 e ad altri accordi cruciali. Oggi molti paesi hanno dichiarato di esseri liberi da mine nel loro territorio, mentre altri sono sulla buona strada.

Oggi il mondo sta affrontando una spaventosa pandemia. I pericoli posti dal COVID-19 stanno costringendo ogni paese e ogni persona ad adottare misure che sarebbero sembrate inimmaginabili solo poche settimane fa. È per questo motivo che le celebrazioni di quest’anno della Giornata internazionale sul problema degli ordigni inesplosi e sostegno alla Mine Actionsono state ridotte. I tornei di calcio, che si terranno su terreni sgombrati da ordigni esplosivi, sono stati cancellati; gli eventi volti a riunire la comunità impegnata contro le mine avranno luogo virtualmente, se non saranno cancellate del tutto.

Eppure, anche nel mezzo di una crisi senza precedenti, non possiamo lasciare passare inosservata questa Giornata, né possiamo permettere che i diritti delle persone con disabilità non vengano riconosciuti. Mine, residuati bellici e ordigni esplosivi improvvisati minacciano alcune delle persone più vulnerabili della società: donne che viaggiano verso i mercati, agricoltori che allevano bestiame, operatori umanitari che cercano di raggiungere le persone più bisognose.

 Inoltre, i risultati raggiunti dalla comunità per la Mine Action dimostrano che, lavorando insieme, possiamo raggiungere traguardi una volta considerati impossibili – un messaggio adatto, visti i nostri sforzi oggi per sopprimere la trasmissione della pandemia.

Quindi, ricordiamo tutti le persone che vivono all’ombra di ordigni esplosivi, dalla Siria al Mali e anche altrove. Mentre molte persone in tutto il mondo lavorano in sicurezza da casa, lo invece rimarranno esposte e vulnerabili. E, quando il mondo uscirà dalla crisi di oggi, continueranno ad avere bisogno del nostro sostegno.

CS – FERMATE LA PANDEMIA DELLE GUERRE!

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XV Giornata Internazionale sul problema degli ordigni inesplosi e supporto alla Mine Action (1)

Comunicato Stampa – Roma, (4 aprile 2020): ricorre oggi la XV Giornata Internazionale istituita dalle Nazioni Unite dedicata al problema degli ordigni inesplosi e delle gravi conseguenze che provocano alla popolazione civile anche dopo la fine delle ostilità.

A causa della pandemia dovuta al COVID-19 quest’anno non ci saranno le iniziative e le celebrazioni programmate, ma come riportato nel messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite questo non significa far passare questa giornata sotto silenzio https://www.un.org/en/observances/mine-awareness-day/messages.

In questo 4 aprile riteniamo doveroso unire la nostra voce alle richiesta di cessate il fuoco lanciate dal Segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres prima e rafforza dalle parole di Papa Francesco poi” dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine “ La comunità internazionale della Mine Action propone che venga proclamato un anno di pace, che si proceda con un cessate il fuoco mondiale, per proteggere i più vulnerabili dalla combinazione diabolica di ordigni e servizi sanitari già al collasso per i conflitti, conflitti in cui peraltro il personale medico sanitario rappresenta spesso un bersaglio.”

Gli operatori di tutte le associazioni impegnate sul campo, il personale UNMAS, con iniziativa e creatività hanno aggiunto – ove possibile- tra le proprie attività della Risk Education, quella di diffondere le indicazioni per prevenire la diffusione del Covid-19.  In oltre 30 paesi colpiti dalle mine, gli operatori UNMAS aiutano a mettere in sicurezza le strutture sanitarie, mantengono aperte le vie di accesso per gli operatori umanitari, il personale medico e le forze di pace consentendo così di raggiungere le comunità minacciate dal virus.

Gli amici del Centro Paola Biocca di Amman, progetto per la produzione di protesi per vittime di ordigni inesplosi e persone in disagio sociale promosso, da Campagna Mine, You Able e dalla Associazione Giordana Life Line Consultancy and Rehabilitation impegnati ora in formazione a distanza – aggiunge Schiavello – ci scrivono «possiamo soltanto pregare per voi e siamo vicini all’Italia in questo momento difficile, siamo sulla stessa barca , resistete e proteggetevi…!» …e il nostro pensiero corre a coloro per i quali anche lavarsi le mani è un lusso, a coloro che nel campo o vicino a un pozzo potrebbero incontrare una mina… Sapersi proteggere non è sempre una scelta “-conclude Schiavello

 (1)

 L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite l’8 dicembre del 2005 ha dichiarato il 4 aprile International Day for Mine Awareness and Assistance in Mine Action con la Risoluzione A/RES/60/97

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Per interviste

Giuseppe Schiavello 340/4759230

g.schiavello@campagnamine.org

www.campagnamine.org

 FB Campagna Italiana Contro Mine

International Day of Mine Awareness

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International Day of Mine Awareness

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In over 60 countries, the dangers of landmines, cluster munitions and other explosive remnants of war still impact the lives
of millions of people.

These indiscriminate killers continue to take too many lives:
More than 20 men, women and children are killed or maimed every day.

In the lead up to April 4, show your support for a mine‐free world and help keep the issue on the international agenda.

How to engage:

1. Download the red triangle from the web site and print it out – or draw it yourself
2. Take a picture with the triangle

3. Upload it to Instagram, Twitter or Facebook using #TogetherAgainstMines
4. Share it with your friends – the more we are, the greater the impact!

Let’s raise our voice together! togetheragainstmines.org

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TACKLING COVID-19 TOGETHER

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UNMAS would like to assure you that, thanks to robust business continuity plans (BCP) that account for the COVID -19 pandemic, operations are continuing in some field programmes.

Whether UNMAS operates as a component of peacekeeping or special political mission, or as a member of the country team, our programmes conform to the United Nations Designated Official’s security and programme criticality requirements.

Currently, all key posts in UNMAS field programmes are staffed either in person or through telecommuting arrangements. UNMAS has also started to include virus prevention practices in its community liaison and risk education activities. That said, some tasks are being modified to respond to local travel or movement restrictions and WHO and UN guidelines on preventing potential virus transmission. UNMAS is monitoring the impact of the virus on United Nations mine action operations on a daily basis and is happy to answer any questions you may have.

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Heeding the words of the United Nations Secretary-General, António Guterres, the United Nations Mine Action Service supports efforts to provide education, solidarity, compassion, cooperation and kindness to all people living in conflict and post-conflict settings as they face the COVID 19 pandemic.

UNMAS continues to carry out operations and planning where it can, emphasizing the needs of the most vulnerable; women, children and people with disabilities, and prioritizing the clearance of health facilities and access to these facilities.

One UN, together.

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Some examples of UNMAS Assistance:

  • Somalia
    • In the area of risk education, our programme in Somalia took the initiative to educate the at-risk population about COVID-19 so that they can be more informed about how to protect themselves from the virus.
  • Sudan
    • After the Government of Sudan announced the COVID-19 outbreak as a public health emergency, UNMAS in coordination with National Mine Action Center convened an urgent meeting with the Ministry of Health to suggest the use of Mine Risk Education teams to disseminate COVID-19 awareness messages, including personal hygiene and social distancing, which was welcomed by the health ministry.
    • Today, JASMAR, one of the UNMAS implementing partners is disseminating COVID-19 awareness messages along with explosive ordnance risk education in South Kordofan state.

https://www.unmas.org/en/tackling-covid-19-together-0

NEWSLETTER 2/2020

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Newsletter marzo-aprile 2020

Angolo del Direttore

“Io sono perché noi siamo”

Care lettrici, cari lettori, vorrei aprire questo nuovo numero della nostra newsletter con questo pensiero della filosofia Ubuntu, che in lingua bantu significa “benevolenza verso il prossimo”.

Mai come in questo momento in cui stiamo sperimentando un isolamento forzato a causa del covid 19, sebbene nella comodità e sicurezza delle nostre case, credo sia importante una riflessione sull’altro, sulle relazioni tra le persone, sul prossimo come parte integrante del nostro pensiero e del nostro vivere quotidiano.

La tecnologia ci sta supportando in larga misura a cercare di rimanere “connessi” con gli altri, ma da questo sostegno multimediale sono ancora in molti ad essere estromessi. Pensiamo alle persone anziane, ai nullatenenti, ai senzatetto a coloro che facevano la spesa secondo quello che guadagnavano durante la giornata.

Pensando a loro riscopro il significato di una parola da noi tante volte usata nei testi dei nostri progetti e documenti: cooperazione e solidarietà, e ripenso il ruolo che abbiamo come società civile.

Per cooperare sono fondamentali elementi come la fiducia e la capacità di aprirsi, cooperare significa anche agire in modo responsabile per stare insieme per essere solidali basta un pizzico di empatia.

Oggi più che mai siamo chiamati a questa responsabilità. Questa emergenza sanitaria ci costringe a riflettere sul nostro agire individuale con una responsabilità e consapevolezza di quanto le nostre azioni impattino sugli altri, su tutti gli altri. Pensare agli altri per evitare gli accaparramenti ingiustificati di beni necessari a tutti, pensare a tutti noi come comunità da proteggere per limitare autonomamente il nostro bisogno di uscire.

Per noi l’altro è sempre stato non solo parte integrante del nostro pensiero, una motivazione costante e primaria del nostro agire. Anche contro questo comune nemico è così, un esempio per tutti le varie associazioni che si sono occupate di tradurre in tutte le lingue necessarie le indicazioni per contrastare questo virus, così da raggiungere tutte le comunità straniere presenti sul nostro territorio e comunicarlo in anticipo a chi ancora non era travolto dal problema.

Stiamo a casa, facciamo il nostro dovere, siamo responsabili, le nostre azioni non ricadono solo su di noi, contribuiamo a costruire un clima di fiducia in cui il benessere comune sia la priorità. Oggi più che mai tutte le forze politiche hanno sotto gli occhi il risultato del loro operato, nessuna scusa. Assumetevi le vs. responsabilità.

Anche da casa si può continuare a dare il proprio contributo affinché le cose continuino a muoversi. Così come ha fatto il nostro team di redazione che, malgrado le difficoltà, ha voluto fortemente che questa newsletter uscisse, per dare un segno di speranza, per parlare e leggere anche di altro.

Abbiamo pensato ad un numero particolarmente dedicato alle donne dato che le iniziative che avevamo previsto per celebrare la Giornata Internazionale delle donne sono state annullate come ben sapete.

Troverete così il riferimento ad una ricerca realizzata dal Mine Action Canada (MAC) sulle donne impiegate nella Mine Action ed un interessante approfondimento a cura di Daria Ermini sul processo Bemba e la sua importanza nell’ambito del riconoscimento dello stupro come crimine di guerra.

Un grazie particolare a Massimiliano Vado, intervistato dalla nostra Ginevra, che oltre a rappresentare un esempio di mascolinità positiva, insieme a tutta la squadra di Ad Alta Voce, ha continuato a provare in attesa di tempi migliori, on line a distanza, per non fermarsi!

Non potevamo infine non dire la nostra sulla decisione dell’amministrazione Trump rispetto all’uso delle mine antipersona.

Noi non ci fermiamo, non ci facciamo fermare e contrastiamo l’isolamento, la paura, le preoccupazioni facendo il nostro, da casa, anche per il doveroso rispetto e la gratitudine che dobbiamo a chi sta affrontando questa emergenza in prima linea.

Grazie a medici ed infermieri, agli operatori del 118, ai portantini, alle forze dell’ordine, ai camionisti, ai portieri degli stabili che ricevono pacchi in continuazione perché tutto ordiniamo on line mettendo a rischio la loro vita.  Grazie ancora a tutti i lavoratori e lavoratrici che stanno permettendo con impegno e professionalità che tanti servizi restino attivi. Molti probabilmente desidererebbero restare in famiglia al sicuro, eppure ogni giorno sono li. Ecco, quando tutto questo sarà finito, non dimentichiamolo. Definirli eroi è fragile poesia, ricordarsene è gratitudine e rispetto. Ma non scordiamoci neanche che i medici e tutti gli operatori sanitari stanno operando senza le protezioni necessarie…

Se la nostra sanità pubblica non fosse stata saccheggiata da tutti -indistintamente- oggi non andrebbe così. La sanità era un tempio in cui mercanti di tutti i tipi hanno fatto e continuano a fare i loro affari.

Cooperiamo insieme per uscire da questa emergenza, agiamo come una comunità responsabile, inclusiva e solidale e domani, potremo chiedere ai mercanti di uscire dal tempio o accompagnarli fuori.

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Mague RDC

CS – Omicidi in famiglia, femminicidi e armi: come prevenire l’illegittima offesa?

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CS – L’Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza e difesa (OPAL) di Brescia e la Rete italiana per il disarmo promuovono sabato 8 febbraio (ore 15-18.00) presso la sede dei Missionari Saveriani di viale Trento 119 a Vicenza il convegno “Omicidi in famiglia, femminicidi e armi: come prevenire l’illegittima offesa?”. La seconda parte dell’incontro saràdedicata ad una Tavola rotonda sul salone fieristico delle armi HIT Show, la cui sesta edizione inizierà il giorno stesso a Vicenza.

Il Convegno “Omicidi in famiglia, femminicidi e armi: come prevenire l’illegittima offesa?”avrà come relatori Fabio Piacenti (Presidente di EURES Ricerche Economiche e Sociali) che interverrà sul tema “Omicidi in famiglia e femminicidi in Italia”, Giorgio Beretta (Analista dell’Osservatorio OPAL) sul problema degli “Omicidi in famiglia con armi legalmente detenute”,Gabriella Neri (Presidente dell’associazione “Ognivolta” di Viareggio) che relazionerà su come“Prevenire i delitti con armi legalmente detenute”, Francesca Sogne (Centro Antiviolenza di Vicenza – CeAV) e Sonia Bardella (Centro “Donna chiama Donna” di Vicenza) che presenteranno ilproblema delle “Violenze in famiglia e violenza sulle donne a Vicenza” e le attività dei rispettivi centri. Introduce e modera Lorenza Zago (Giornalista de “La voce dei Berici”).

Il Convegno intende favorire un approfondimento e un ampio confronto su un tema di particolare attualità come gli omicidi in famiglia e i femminicidi nel contesto della violenza di genere con specifica attenzione alle questioni relative alla detenzione legale di armi da fuoco, alla prevenzione e alla tutela delle vittime e dei loro familiari.

La seconda parte sarà dedicata ad una Tavola rotonda sul tema “Fiere di armi e HIT Show di Vicenza”. L’Osservatorio OPAL di Brescia e Rete italiana disarmo, fin dalla prima edizione delsalone fieristico hanno evidenziato l’anomalia di HIT Show nel contesto delle fiere espositive diarmi dei paesi dell’Unione europea. HIT Show si contraddistingue, infatti, per essere l’unico salone in cui vengono esposte tutte le tipologie di armi cosiddette “comuni” (cioè tutte le armi tranne quelle catalogate “da guerra”) a cui è permesso l’accesso al pubblico compresi i minorenni“accompagnati da un adulto”, nel quale non è previsto alcun divieto iniziative di chiara rilevanza politica (raccolte di firme per iniziative di legge, per petizioni e campagne) ed eventi “culturali” conrappresentanze di una sola parte politica. Il salone fieristico si è andato così caratterizzando come

un’operazione ideologico-culturale, e di recente anche politico-elettorale, a favore della diffusione delle armi in Italia.

A fronte di queste gravi anomalie, l’Osservatorio OPAL di Brescia e la Rete italiana disarmo già negli anni scorsi hanno presentato precise proposte e hanno chiesto alle amministrazioni comunali di Rimini e di Vicenza di assumere le necessarie iniziative per pervenire ad un rigoroso regolamento di HIT Show. Le proposte avanzate dalle due associazioni sono state alla base di diverse iniziative (mozioni, ordini del giorno, ecc.) presentate e votate nei Consigli Comunali di Rimini e di Vicenza e interrogazioni sono state presentate anche nei Consigli regionali del Veneto edell’Emilia Romagna.

Il Convegno e la Tavola Rotonda sono promossi dall’Osservatorio OPAL di Brescia e dallaRete Italiana Disarmo. Aderiscono le seguenti associazioni di Vicenza: Arci Servizio Civile, Associazione Papa Giovanni XXIII, Banca Popolare Etica, Beati i costruttori di Pace, CGIL, CISL, Cristiani per la pace, FIOM-CGIL, Movimento dei Focolari, Movimento Gocce di Giustizia, Movimento Internazionale della Riconciliazione (MIR), Movimento Nonviolento, Pax Christi, Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro. La Voce dei Berici è media partner.

Per contatti stampa:
- Piergiulio Biatta (Presidente OPAL) Email: piergiulio.biatta@gmail.com - Cellulare: 338/868.4212- Francesco Vignarca (Rete Disarmo) – Email: segreteria@disarmo.org - Cellulare: 328/339.9267
- Giorgio Beretta: (Analista OPAL) – Email: berettagiorgio@gmail.com - Cellulare: 338/304.1742
- Segreteria di OPAL: info@opalbrescia.org

L’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le Politiche di Sicurezza e Difesa (OPAL) di Brescia è un’associazionedi promozione sociale attiva dal 2004, promossa da diverse realtà dell’associazionismo bresciano e nazionale (Diocesi di Brescia, Collegio delle Missioni Africane dei Missionari Comboniani, Associazione per l’Ambasciata della DemocraziaLocale a Zavidovici - Onlus, Camera del Lavoro Territoriale di Brescia “CDLT”, Pia Società di San Francesco Saverio perle Missioni Estere dei Missionari Saveriani, Servizio Volontario Internazionale – S.V.I.) e da singoli aderenti, per diffondere la cultura della pace ed offrire alla società civile informazioni di carattere scientifico circa la produzione e ilcommercio delle “armi leggere” con approfondimenti sull’attività legislativa di settore. Membro della Rete Italiana per il Disarmo, l’Osservatorio, ha promosso a Brescia diversi convegni, rassegne cinematografiche e spettacoli teatrali edha pubblicato sei annuari di cui l’ultimo dal titolo “Commerci di armi, proposte di pace. Ricerca, attualità e memoria per il controllo degli armamenti”, Editrice GAM, 2014 nel quale sono presenti due ampi studi sulla produzione e esportazione di armi italiane e bresciane. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito: www.opalbrescia.org.

La Rete Italiana per il Disarmo è un organismo nazionale di coordinamento sulle tematiche della spesa militare e del controllo degli armamenti. Fondata nel 2004 è composta dalle seguenti associazioni: ACLI, Archivio Disarmo, ARCI, ARCI Servizio Civile, Associazione Obiettori Nonviolenti, Associazione Papa Giovanni XXIII, Associazione per la Pace, Assopace Palestina, Beati i costruttori di Pace, Centro Studi Difesa Civile, Conferenza degli Istituti Missionari in Italia, Coordinamento Comasco per la Pace, FIM-Cisl, FIOM-Cgil, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, GLAM della FCEI, Gruppo Abele, Libera, Movimento Internazionale della Riconciliazione, Movimento Nonviolento, Noi siamo Chiesa, Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere - OPAL Brescia, Pax Christi, Un ponte per…. Tutte le informazioni sonodisponibili sul sito: www.disarmo.org.

CS – US Policy Reversal At Odds With Global Mine Ban Consensus

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***PRESS RELEASE***

US Policy Reversal At Odds With Global Mine Ban Consensus

(Geneva, 3 February 2020) - The announcement on Friday by the United States reversing its policy stance on antipersonnel landmines, is a step backwards in the steady progress towards achieving a mine-free world. The new United States policy rolls back prohibitions on landmine production and use which it put in place in 2014. The new policy contrasts starkly with the US’ role as the single largest contributor to mine clearance efforts globally.

Working for a world free of landmines and cluster munitions

“This announcement flies in the face of 20 plus years of progress towards eliminating the human suffering caused by landmines and comes just weeks after most of the countries in the world recommitted to achieving a mine-free world by 2025, at the Fourth Review Conference of the Mine Ban Treaty” said ICBL-CMC Director Hector Guerra. “Regardless of the US position, the international community will continue its work to eliminate these terrible weapons” Guerra added.

In November 2019 States Parties to the Treaty met in Norway where they established the Oslo Action Plan to clear landmine contaminated lands and destroy stockpiles of the weapon by 2025. The only actors using landmines today are the government of Myanmar, and non-state armed groups, according to the 2019 Landmine Monitor report.

“It is extremely sad news to hear the US leadership denounce this life-saving treaty which has been adopted by most of the world” said Bekele Gonfa, Executive Director, Survivors Recovery and Rehabilitation Organization (Ethiopia). “As a landmine survivor I stand with mine-affected communities around the world and the international mine ban community in condemning production, use, and stockpiling of anti-personnel mines and working towards the mine-free 2025 goal.”

Under the 1997 Mine Ban Treaty, landmine production, use and stockpiling were banned due to the indiscriminate nature of the weapon which overwhelmingly kills and maims civilians. The Treaty has been immensely successful in reducing landmine casualties and establishing a global norm against production and use of landmines so strong that it is adhered to even by states not party.

The International Campaign to Ban Landmines was awarded the Nobel Peace Prize together with Jody Williams in 1997 for its work in advocating for a global mine ban. It has been instrumental in bringing civil society and landmine survivor voices into the diplomatic arena. ICBL campaigners around the world work in a spirit of cooperation with their governments and other partners to ensure countries fulfill the promise of the Mine Ban Treaty.

International Campaign to Ban Landmines – Cluster Munition Coalition
Ecumenical Centre, Route de Ferney 150, P. O. Box 2100, CH-1211 Geneva 2, Switzerland
Tel. +41 (0) 22 920 0325 Fax. +41 (0) 22 920 0115 Email: info@icblcmc.org Website: icblcmc.org

CS – NUOVA POLITICA DEGLI STATI UNITI SULLE MINE ANTIPERSONA

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COMUNICATO STAMPA (Roma 3 febbraio 2020) – Lo scorso 31 gennaio gli Stati Uniti hanno annunciato la cancellazione della politica, voluta dall’Amministrazione Obama, per proibire alle forze militari statunitensi l’utilizzo delle mine antipersona fuori dalla penisola coreana.

La nuova politica promulgata dal Dipartimento della Difesa autorizzerà l’impiego in circostanze eccezionali dimine antipersona “evolute e non persistenti”.

In maniera analoga già nel dicembre 2017, l’Amministrazione Trump annunciò una nuova politica che metteva fine alla scelta di non utilizzare munizioni cluster.

“ Il passo indietro degli Stati Uniti ci dimostra che non bisogna mai abbassare la guardia sui temi del Disarmo Umanitario al contrario occorre un lavoro costante di monitoraggio, promozione ed educazione al rispettodei diritti umani, e all’esigenza di una più chiara priorità nel voler proteggere i civili” dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine1 “ il Trattato per la messa al bando delle mine antipersona, che ha contribuito a salvare milioni di vite e a supportare le vittime di questi ordigni subdoli e indiscriminati, è uno dei Trattati più firmati al mondo con 164 Stati Parte, tra cui tutti gli altri membri della NATO. Molti altri Stati sono stati spinti da una pressione morale internazionale a bloccare l’utilizzo, laproduzione o la vendita di queste armi subdole ed inumane e ciò rende ancor più inaccettabile il gesto del presidente Trump” prosegue Schiavello.

Gli Stati Uniti in passato hanno distrutto milioni di mine presenti negli arsenali, dal 1991 non hanno più impiegato queste armi, non hanno più esportato dal 1992 e dal 1997 non ne hanno più prodotte, difficile quindi credere alla necessità di questi ordigni per la sicurezza dei militari statunitensi.

Il Diritto Umanitario Internazionale proibisce espressamente l’uso di armi in grado di uccidereindiscriminatamente. Nel 2018 il 71% degli incidenti da mina registrati ha coinvolto civili, di cui 1714 erano bambini. Inoltre, negli ultimi anni le mine antipersona sono state impiegate solo da regimi conosciuti per non rispettare i Diritti Umani come Burma e Siria e da gruppi armati non statali come l’ISIS e Talebani. La decisionedegli USA, non solo si discosta dall’andamento della comunità internazionale che condanna qualunque uso,per qualunque ragione in qualunque luogo delle mine antipersona, ma ancora peggio fornisce una sorta di“legittimazione” ai gruppi armati ed agli Stati che ancora ne fanno uso.

“Siamo consapevoli che per contrastare situazioni come queste occorre promuovere il Disarmo Umanitario su diversi campi, per questo motivo ormai da circa 10 anni stiamo promuovendo il disegno di legge “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo” perché non basta mettere al bando questi ordigni bisogna anche agire sui flussi finanziari che permettono la loro produzione. Solo con un’azione integrata si riuscirà a fermare questo mercato di morte che non trova, non deve trovare nella sicurezza delle forze armate a scapito delle popolazioni civili, alcuna giustificazione. Noi come Italia possiamo dare il nostro contributo con la definitiva approvazione del ddl C1813 che pero’ è stato stranamente «congelato» nella Commissione Finanze della Camera in attesa di calendarizzazione.” conclude Schiavello.

1 La Campagna Italiana contro le mine è membro della International Campaign to ban Landmines (ICBL) colaureata Premio Nobel per la Pace 1997.

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Per interviste e informazioni:

Giuseppe Schiavello

g.schaivello@campagnamine.org

340/4759230

CS – US: Trump Administration Abandons Landmine Ban

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Human Rights Watch, che presiede insieme al Premio Nobel per la Pace 1997 Jody Williams la International Campaign to ban Landmines (ICBL) risponde all’annuncio dell’amministrazione Trump di cambiare la propria politica sulle mine antipersona   https://www.whitehouse.gov/briefings-statements/statement-press-secretary-107/

CS – HRW January 31, 2020

(Washington, DC) – The Trump Administration’s decision to cancel a policy to eliminate all antipersonnel landmines reverses years of steady steps toward alignment with the 1997 treaty banning the weapons, Human Rights Watch said today. The new United States policy rolls back the US prohibitions on landmine production and use.

“Most of the world’s countries have embraced the ban on antipersonnel landmines for more than two decades, while the Trump administration has done a complete about-face in deciding to cling to these weapons in perpetuity,” said Steve Goose, director of the arms division at Human Rights Watch. “Using landmines, which have claimed so many lives and limbs, is not justified by any country or group under any circumstances.”

The new policy repeals a 2014 policy directive issued by the Obama administration, which banned US production and acquisition of antipersonnel landmines, as well as their use outside of a future conflict on the Korean Peninsula. The directive included a commitment not to assist, encourage, or induce other nations to use, stockpile, produce, or transfer antipersonnel mines.

The US participated in the Ottawa Process, which led to the creation of the 1997 Mine Ban Treaty. The Clinton administration set the goal of joining in 2006. However, in 2004, the Bush administration announced a new policy rejecting the treaty. The 2014 policy by the Obama administration once again set the goal of joining the Mine Ban Treaty, but President Barack Obama never sent the treaty to the Senate recommending US accession.

A total of 164 countries are party to the Mine Ban Treaty, which entered into force on March 1, 1999. Human Rights Watch chairs the International Campaign to Ban Landmines, 1997 Nobel Peace Laureate, together with Jody Williams.

“With this policy, the US is marching out of step with its allies,” said Goose. In recent years, landmines have only been used by regimes known for their human rights abuses in Burma and Syria, and by non-state armed groups like ISIS.

While the administration claims landmines are necessary for US forces, the US has not used antipersonnel mines since 1991, has not exported them since 1992, has not produced them since 1997, and has destroyed millions of stockpiled mines.

Similarly, in December 2017, the Trump administration announced a new policyending a longstanding US policy not to use unreliable cluster munitions and to destroy its stocks, a move that completely disregarded the widely accepted international ban on these weapons. Cluster munitions typically open in the air, dispersing multiple bomblets or submunitions over a wide area. Many submunitions fail to explode on initial impact, leaving unexploded duds that can act like landmines for years to come unless cleared and destroyed.

“Trump’s new policy to use antipersonnel mines any time anywhere in the world is a retrograde action that should be condemned,” Goose said. “All presidential candidates should endorse the goal of banning landmines.”