CS – NUOVA POLITICA DEGLI STATI UNITI SULLE MINE ANTIPERSONA

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COMUNICATO STAMPA (Roma 3 febbraio 2020) – Lo scorso 31 gennaio gli Stati Uniti hanno annunciato la cancellazione della politica, voluta dall’Amministrazione Obama, per proibire alle forze militari statunitensi l’utilizzo delle mine antipersona fuori dalla penisola coreana.

La nuova politica promulgata dal Dipartimento della Difesa autorizzerà l’impiego in circostanze eccezionali dimine antipersona “evolute e non persistenti”.

In maniera analoga già nel dicembre 2017, l’Amministrazione Trump annunciò una nuova politica che metteva fine alla scelta di non utilizzare munizioni cluster.

“ Il passo indietro degli Stati Uniti ci dimostra che non bisogna mai abbassare la guardia sui temi del Disarmo Umanitario al contrario occorre un lavoro costante di monitoraggio, promozione ed educazione al rispettodei diritti umani, e all’esigenza di una più chiara priorità nel voler proteggere i civili” dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine1 “ il Trattato per la messa al bando delle mine antipersona, che ha contribuito a salvare milioni di vite e a supportare le vittime di questi ordigni subdoli e indiscriminati, è uno dei Trattati più firmati al mondo con 164 Stati Parte, tra cui tutti gli altri membri della NATO. Molti altri Stati sono stati spinti da una pressione morale internazionale a bloccare l’utilizzo, laproduzione o la vendita di queste armi subdole ed inumane e ciò rende ancor più inaccettabile il gesto del presidente Trump” prosegue Schiavello.

Gli Stati Uniti in passato hanno distrutto milioni di mine presenti negli arsenali, dal 1991 non hanno più impiegato queste armi, non hanno più esportato dal 1992 e dal 1997 non ne hanno più prodotte, difficile quindi credere alla necessità di questi ordigni per la sicurezza dei militari statunitensi.

Il Diritto Umanitario Internazionale proibisce espressamente l’uso di armi in grado di uccidereindiscriminatamente. Nel 2018 il 71% degli incidenti da mina registrati ha coinvolto civili, di cui 1714 erano bambini. Inoltre, negli ultimi anni le mine antipersona sono state impiegate solo da regimi conosciuti per non rispettare i Diritti Umani come Burma e Siria e da gruppi armati non statali come l’ISIS e Talebani. La decisionedegli USA, non solo si discosta dall’andamento della comunità internazionale che condanna qualunque uso,per qualunque ragione in qualunque luogo delle mine antipersona, ma ancora peggio fornisce una sorta di“legittimazione” ai gruppi armati ed agli Stati che ancora ne fanno uso.

“Siamo consapevoli che per contrastare situazioni come queste occorre promuovere il Disarmo Umanitario su diversi campi, per questo motivo ormai da circa 10 anni stiamo promuovendo il disegno di legge “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo” perché non basta mettere al bando questi ordigni bisogna anche agire sui flussi finanziari che permettono la loro produzione. Solo con un’azione integrata si riuscirà a fermare questo mercato di morte che non trova, non deve trovare nella sicurezza delle forze armate a scapito delle popolazioni civili, alcuna giustificazione. Noi come Italia possiamo dare il nostro contributo con la definitiva approvazione del ddl C1813 che pero’ è stato stranamente «congelato» nella Commissione Finanze della Camera in attesa di calendarizzazione.” conclude Schiavello.

1 La Campagna Italiana contro le mine è membro della International Campaign to ban Landmines (ICBL) colaureata Premio Nobel per la Pace 1997.

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Per interviste e informazioni:

Giuseppe Schiavello

g.schaivello@campagnamine.org

340/4759230